per serbarlo nel fondo nostro cuore
sì da poterlo poi sempre godere
quando ce ne prendesse la vaghezza;
io non voglio che muoia e sia finito,
io non voglio che fugga e si distrugga
nell'oceano foschissimo del tempo,
io non voglio che vada...
(A questo punto Un Signore, vestito modernissimamente — soprabito, colletto, tuba —, entra da destra a passo rapido, si accosta al Paggio, e gli batte con una mano sulla spalla, chiedendo):
Scusi, per favore, avrebbe un cerino?
Il Paggio