Giorgio, guardando verso la finestra. Sì, passa... la voglio vedere! (Balza dal letto. La madre lo avvolge d'un accappatoio e lo trattiene con ogni sforzo).
Madre. Vergine! Aiuto! (Al figlio) Non c'è una stella, stasera... Nulla... vedi?
Giorgio, ribellandosi. Oh, per Cristo! Voglio vederla, la cometa! (Si divincola. La madre gli balza addosso).
Madre. No! (Colluttazione).
Giorgio. Sì! (Colluttazione. Balza verso la finestra).
Madre, disperatamente avvinta. No!
Giorgio. Sì!
D'un pugno formidabile, egli abbatte la madre. Nessuna catastrofe di suicidio nel vuoto. Il Poeta appoggia i gomiti al davanzale e sta come trasognato alla finestra, quasi contemplasse l'Astro immaginario passare con la sua coda d'oro. In una luce astrale, la salma della madre, immobile, dietro di lui, sembra l'ombra stessa del suo corpo estasiato.
Sipario
CORRADO GOVONI