La vedeva bene nel riverbero della luna; la guardava fisso, e sommessamente le diceva: — Vieni amor mio! — mettendo tutta la forza del suo desiderio in quella invocazione.

Ed ecco che lei si era mossa ed era discesa. Non gli aveva fatto alcun cenno, ma era andata ad aspettarlo laggiù nell'ombra fitta di quel grand'albero; proprio come lui aveva pensato, per maggior sicurezza, sapendo bene che, alla peggio, se lo sorprendevano all'aria aperta avrebbe trovata qualche scappatoia; mentre il solo fatto di essere sorpreso nella camera della fanciulla poteva cagionargli i più gravi imbarazzi.

Adolfo Ruggeri non era un ipnotizzatore scientificamente conscio dell'opera sua.

Se aveva sentito parlare d'ipnotismo, certamente non se ne era occupato. Profondo soltanto in musica, come la maggior parte dei musicisti, tutto il resto dello scibile gli era indifferente. Sapeva però che le sue larghe pupille fosforescenti affascinavano; sapeva pure di possedere una forza d'attrazione che, in certi casi e con certe persone, era addirittura irresistibile. Ma tale coscienza del proprio potere non valeva che ad aumentare la sua fatuità. Non aveva neppure il sospetto che le sue seduzioni rapide potessero essere, in dati casi, veri delitti; le sue vittime, vere innocenti violentate.

Non faceva mai violenza alle donne, lui! Esse lo amavano, lo volevano perchè era bello, perchè aveva i più dolci occhi e i più luminosi. Non doveva egli compiacerle quelle care donnine?

Se poi, alla conclusione, alcune fingevano di non capire, o se giocavano alle estatiche, alle mezze morte... arti femminili erano, si sapeva bene! O che doveva confondersi lui per quelle commedie?...

Le donne eran fatte a quel modo: desideravano la voluttà come gli uomini; ma poi non volevano che si dicesse!...

Non più alto di così il pensiero di quell'artista destinato a una brillante carriera; non più fine, il suo sentimento.

Argìa aveva penato molto per ricordarsi di quello che era avvenuto sotto la rovere, e sempre rimaneva per lei un lato oscuro in quella tragedia della sua vita.

Era in uno stato anormale, letargico.