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30 Giugno 1880.

Io non ho più nulla: nulla da fare nel mondo. La mia parte di creatura utile è finita. Come moglie... Se mio marito fosse solo, se io fossi morta, andrebbe a stare con loro, e starebbe meglio. Due uomini possono sempre vivere in una casa con una donna sola: due donne portano la discordia, o si consumano secretamente.

Come madre... La verità cruda è che sono un impiccio, un terzo incomodo. Non accuso nessuno: Sofia è buona; Ernesto mi vuol bene. Ma la vita di mio figlio non fa più parte della mia: si svolge e si appaga lontano da me. Di me non ha più bisogno. E se io non gli nascondo tutto quello che soffro, non sarò per lui che una causa di tormento e di affanno.

Sono inutile e sto forse per diventare dannosa....

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15 Settembre 1880.

Mi sono voluta privare anche di questo sfogo dello scrivere le mie lamentazioni. Forse è uno sfogo morboso.

Ma oggi ci ricasco. Non posso chiudermi tutto dentro. Questo scarabocchiare che faccio, mi dà l'illusione di parlare con qualcheduno. Ritorno bambina... Fossi almeno tanto vecchia da rimbambire davvero!... Ho paura di me stessa e ho bisogno d'ingannarmi.

Oggi sono stata sul punto di raccontare tutte le mie miserie a un estraneo... Peggio che a un estraneo, a lui, a Anselmo!