Presero per una scorciatoia traverso i campi.
Una blanda luce si diffondeva nell'aria caliginosa. Si sentiva lo stropiccìo dei piedi nella polvere e il salmodiar delle preci mortuarie. Una voce grave aveva intonate le litanie dei Santi, e tutti gli uomini e le donne rispondevano in coro:
—Ora pro ea!
—Ora pro ea!
Le voci forti e le voci esili si sposavano in una semplice armonia, che l'aria della notte portava lontano nel silenzio lugubre della campagna autunnale.
Le due sorelle arrivarono in pochi minuti su la strada percorsa dal funerale.
Un misero funerale! Davanti camminava un ragazzo con una lanterna; poi veniva il vecchio Scaramelli con la croce; indi la bara portata a spalla da quattro giovinotti e a mala pena coperta da un cencio nero, senza fiori, nè altro ornamento.
Le donne e gli uomini che la seguivano andavano un po' alla rinfusa, e di tratto in tratto qualcuno rischiarava la strada con una candeletta, una lanterna o un fanale.
La prima persona su cui si fermò lo sguardo di Maria fu appunto Sandro che se n'andava a testa alta, pregando con una sorta di slancio.
Era un bell'uomo il cavallante Rampoldi; un bel soldato; e l'aria soldatesca, il portamento svelto, lo distinguevano tra tutti i suoi compagni.