Ma la coscienza schiacciante dell'inutilità gli troncò la parola. Anche se l'avesse commossa e vinta—ciò che gli pareva quasi impossibile—non sarebbe stato inutile?... Anche se lo avesse amato... Inutile! Inutile!... Questa parola crudele risuonava dentro di lui; e gli pareva che tutta la sua vita ne fosse attossicata.

Malinconie di un istante, certo. Ma intanto, in quell'istante, egli le subiva.

Scrollò il capo e le spalle, come per cacciarsi di dosso quell'ossessione.

—A rivederci! Spero di trovarti più ragionevole la prossima volta.

Maria lo salutò dolcemente chiedendogli scusa. Si era fatta rossa e aveva delle lagrime nella voce.

Egli provò una pazza voglia di stringersela fra le braccia; ma si contenne.

E partì.

Immobile, la rocca sotto il braccio, il filo tra le dita, il fuso appoggiato allo stomaco, Maria seguiva con lo sguardo intento il calessino che si allontanava sulla strada bianca, deserta, sollevando nugoli di polvere.