E piangeva il povero contadino, l'antico soldato, i cui bei capelli neri cominciavano ad essere brizzolati; piangeva come un fanciullo.
Disperando, a sua volta, di farlo tacere, ella rimaneva con le spalle voltate, turandosi le orecchie con le mani, per non ascoltarlo.
Ma tutto a un tratto scattava.
Già! lui, era un gran brav'uomo! Lui, andava in chiesa, voleva salvare l'anima, e raccontava i suoi affari e quelli degli altri, e comprometteva una maritata—la vera sua moglie, come diceva nei momenti di trasporto quando le voleva bene davvero—la comprometteva con un prete pettegolo che poi raccontava ogni cosa alla ganza! Oh! si, lui, era un bravo uomo!... Aveva compassione della moglie e si pentiva di averla tradita!... Ma andasse, andasse via, una buona volta, andasse dalla sua Scaramelli!...
Si vantava di essere ritornato?... Ah! Ah! Ah! La faceva ridere davvero! Non si ricordava com'era ritornato?... Chiamato, invitato, da quel buon diavolo di Pietro, che non poteva vivere senza vederlo e aveva bisogno di un aiuto per vangare il campo grande!
Poi una volta in casa, si sa; si erano trovati soli, seduti vicini, e il capriccio di riaverla gli aveva messo il diavolo in corpo: tutti a una maniera gli uomini!... E lei, lei che gli voleva bene per davvero, si era tutta commossa, e non aveva trovata la forza di gridare, di chiamare al soccorso; e si era lasciata prendere... piangendo però! Se ne ricordava, lui?... Oh! non l'avesse mai fatto! Non l'avesse mai fatto!...
Uno scoppio di tosse, spaventevole, le troncava la parola; poi le veniva un singhiozzo tormentosissimo, una specie di convulsione che la faceva diventar tutta livida. Pareva in punto di morte; ma non si arrendeva. Appena passato l'assalto, ancora tutta smorta e tremante, gli occhi umidi, il viso chiazzato, le labbra imbrattate di schiuma, ella ricominciava con la voce strozzata, le sue eterne e volgari accuse.
A che punto l'avevano ridotta!... Potevano vantarsi di averla ammazzata.
Si! lui e le Scaramelli l'avevano ammazzata!... Si, abbandonandola così, epperò condannandola a quel lavoro insoffribile, a zappare, a mondare il riso, con l'acqua fino al ginocchio, lei che non c'era avvezza! con quel sole in quei campi scoperti che parevano di fuoco. E poi, le malignità della gente, i sarcasmi, le canzonature! Quanto aveva patito e che smangiature di rabbia! Lei sola poteva dirlo. E tutto perchè l'aveva resa la favola del paese. Oh! quelle canaglie di donne, quante gliene avevano dette, credendo che non sentisse!...
Così si era buscata il male, così le era venuta l'infiammazione—quel fuoco che le bruciava il petto—le arrabbiature l'avevano consumata di dentro, e a forza di sudore era diventata debole debole e aveva preso quella maledetta tosse! Tutto per lui e per la sua cara moglie sacrificata. Altro che dire che lei ci aveva la tendenza alla tisi. Ma si, eh! Non avevano altro da inventare?... Bianca, rossa e grassa come lei era! Volerla far passare per tisica, lei?... Carogne!... Delicata era; sicuro; delicata; non nasceva da villani come loro, per questo. Lei era nata un pochino meglio; e aveva sempre vissuto in casa dei padroni, che l'adoravano... Per sua disgrazia... era capitata in quel paese da cani... Per finire marcia... Dio, Dio! morire!... Finire!... Le toccava morire... così... E nessuno voleva salvarla... Nessuno!...