Sil. Lo amavo!
Princ. E osate anche invocare questo amore in vostra difesa?
Sil. No!
Princ. E, allora, quale scusa alla vostra colpa?
Sil. Nessuna!... Anzi, non provo che un rimorso... quello di non averlo seguito!
Sil. Sì!... Al momento di lasciar Roma... dove, tra corrotti e corruttori, non aveva trovato che offese, ingiustizie, dolori, per tornarsene a New-York, in mezzo a della gente che aveva imparato a stimarlo e ad amarlo.... egli mi propose di seguirlo.... Là era certo di trovar lavoro degno di lui... e, col lavoro, la ricchezza e la gloria!... Mi prometteva così un'esistenza di pace... di amore!... E io ero determinata a seguirlo!... Sentivo che là... con lui... era la vita!... Eppure, non ne ebbi il coraggio!.... Egli supplicò... pianse.... ma invano!... Non ho potuto... non ho avuto coraggio!... (dopo una breve pausa) Non si è nate e cresciute impunemente in questo ambiente di debolezze e di viltà... che si chiamano etichetta, convenienze sociali!... L'energia non è che il risultato di tutta la nostra natura!... Non si può essere energici, risoluti, una volta sola nella vita... O si è sempre, o non si è mai!... Forse, io ero nata forte... ma, nell'ambiente in cui crebbi, la mia indole s'è paralizzata!... Qualche cosa di guasto, di corrotto, s'infiltra sempre nel nostro sangue.... non foss'altro, la tenacia con la quale difendiamo la nostra viltà!... Sì!... io sono stata vile.... vile.... e l'ho perduto!
Princ. (maravigliato) Ed è questo il solo sentimento che domina la vostra anima?!
Sil. Il solo!
Princ. E non sentite nessun ribrezzo?!