Fabr. (con calore, incoraggiato dalle approvazioni di Gustavo, dell'Ottavi e del Sereni). La discesa vertiginosa de' valori immobiliari era inevitabile e necessaria.... Eravamo saliti troppo... dando a' terreni... e alle case un valore fittizio.... Ora, ritorna l'equilibrio.... Non è possibile discendere di più!... La rovina de' primi costruttori imprudenti... salva gli altri più avveduti.

Ricc. Giova sperarlo... ma non è certo!

Fabr. Oh, l'avvenire è per noi!... Lasci che il Quartiere Lanfranchi sia finito... e... poi... vedrà.

Princ. (esaltandosi a mano a mano) Finito!?.... Vivrò io abbastanza per vederlo? Mi pare un sogno!... Da principio non volevo saperne... e... poi... mi ci sono appassionato fino all'esaltazione!... Vado tutti i giorni a girare per i cantieri.... Quando li vedo deserti... mi prende una stretta al cuore... come se fossi colpito da una sventura domestica!... Che pena il vedere quelle fabbriche interrotte... quegli istrumenti di lavoro inerti!... Ma che gioja quando il cantiere è popolato da centinaja di lavoratori!... Quel lavorìo continuo mi elettrizza!... Lo spettacolo di tutta quell'attività umana... di tanta forza e di tante energie associate insieme per costruire una nuova Città... mi fa l'effetto d'un'ondata di sangue nuovo che entra nelle mie vene... e mi ringiovanisce.... (esaltato) Il quartiere Lanfranchi!... Ingegnere, me lo faccia vedere popolato... e io morrò contento!

Ott. Che entusiasmo!

Ser. Che fede!

Gust. Che vigore!... E si dice vecchio!

Ricc. Farò tutto il possibile.... ma le mie sole forze non bastano!

Fabr. E non siamo tutti con lei?!

Ott. Certamente!