Emma. Per me, son di quelle che si contentano di poco!... Oh, ma questo poco almeno... ci vuole!
Vitt. Per questo mi son determinato... benchè a malincuore... a condurti qui!... Cosa vuoi?!... Il Principe m'ha detto due giorni fa: «È vero che prendi moglie?» — Sì. — «Bene: conducimi la tua fidanzata uno di questi giorni... voglio far qualche cosa per voi... e... se vedrò che hai avuto buon gusto... cercherò di farmi onore nel regalo di nozze.»
Emma. E che male c'è in tutto questo?!
Vitt. Oh, niente!... E, poi, si usa così in casa di questi grandi signori... e una volta che, per metter su casa, bisogna aver quattrini... e, per aver quattrini, bisogna dipender da loro... niente di male se si può ottenere tutto questo... onestamente!... E... siccome... dal più al meno... in queste case... gl'impiegati che hanno moglie, vanno su... per via... delle vie... così capirai...
Vitt. A me basterebbe che fossero... per me!... Ah, ecco il Principe!
SCENA II.
Il Principe, e detti.
Princ. (entrando, a Vittorio). È questa la tua fidanzata?
Vitt. Sì, Eccellenza!