Ambrogio e detti.

Ambr. (dalla galleria, annunziando) La signora marchesa Elena!

Sil. (con impeto, scattando) Non ricevo!

Princ. (turbato, pronto) La ricevo io!... (Ad Ambrogio) Pregate la Marchesa di passare nel mio appartamento... Devo parlarle... (Ambrogio via. — A Silvia, con dolce rimprovero) Silvia, Silvia!... (a Riccardo, indicando Silvia, e tornando a fingere gajezza) È giornata di nervi, oggi!... L'abbiamo contrariata troppo!... Procuri lei di persuaderla... ma senza irritarla!... Io non voglio che sia legata alla nostra fortuna!... Desidero solo che sappia tutelati i suoi interessi... e che, stando con noi, ha molto da guadagnare... nulla da perdere!... (dando la mano a Riccardo) Ci vedremo più tardi!... (via).

SCENA IX.

Silvia e Riccardo.

Sil. (appena via il Principe, dà un sospiro di sollievo; e, smettendo il contegno freddo, dice con cortesia signorile) A noi, dunque, Ingegnere!

Ricc. (insinuante, sorridendo) Il Principe ha ragione... Permetta che glielo dica... le sue paure sono ingiustificate.

Sil. (sorridente, con confidenza) Non si tratta di paure!... Credo quanto il Principe che un'impresa diretta da lei deva riuscire... e, poi, se si dovesse anche fare qualche perdita, non me ne addolorerei troppo!

Ricc. (maravigliato) E allora?!