Sil. Dunque?!

Ricc. (lottando tra l'amore e il dovere) Mi proverò.... tenterò tutti i mezzi....

Sil. (con gioja) Davvero!?

Ricc. (c. s.) Sì, perchè sarei lietissimo di farla felice!

Sil. (con amarezza e sincerità) Felice!?... Non sarò più!.. Oramai, il cuore è morto!... (con abbandono; sempre lusinghiera) Non vede che son ridotta a cercare delle commozioni, delle gioje, nella soddisfazione di un puntiglio?... In una vendetta... forse puerile?... (con grande confidenza) Trista cosa, caro ingegnere, viver soltanto per alimentare de' cattivi sentimenti... e, oggi, io sono cattiva!... Lo sento!... farei del male... così... senza scopo... per il solo piacere di far soffrire qualcuno!

Ricc. (protestando) Oh, non parli così!

Sil. La mia sincerità la spaventa?!

Ricc. No; ma vorrei che le sue parole rivelassero minore amarezza....

Sil. Non è possibile!... In questo ambiente falso, corrotto, non ho più nè ideali, nè gioje, nè speranze!... Da quando vi sono entrata, le illusioni sono crollate ad una, ad una... e l'etisia morale ha ucciso in me ogni entusiasmo... attutito ogni sentimento buono!... A forza di comprimere i moti dell'animo, e di compormi una maschera per il mondo, ho finito col non sentire più nulla!

Ricc. (maravigliato) E si è rassegnata a questa esistenza?!