Vitt. (cercando di rabbonirla) Sii bonina, Emma... e sta' cheta!

Emma. (alzando la voce) Eh!... Si sono fatte le pubblicazioni... s'è preso casa... abbiamo comperati i mobili... e, ora ch'è il momento di prendere il danaro che hai lasciato accumulare da tre mesi... dici che puoi aspettare!... Ma è una vera burletta!... (irritandosi sempre più). Se tu sei già pentito... dillo francamente... e mandiamo tutto all'aria!

Vitt. Sei pazza!... Qual idea!... (le prende con affetto la mano, che Emma cerca di ritirare; e le dice con grande serietà e dolcezza) L'Ingegnere è molto inquieto, perchè gli affari vanno male!... In questi giorni, capirai, non ho voluto dargli delle seccature; ma domani mi farò dare il danaro.

Emma. (sostenuta) Quanto a me non ti dico più nulla!... Fa' quello che credi!

Vitt. Via... smetti il broncio!... La settimana ventura ci sposeremo!

Emma. Oh, le conosco le tue settimane!

Vitt. Domani vengo da te con le cinquecento lire... e ti lascio carta bianca!... Regolerai le cose a tuo modo.... Sei contenta?!

Emma. (tornando serena) Sarò contenta... se farai sul serio!

Vitt. Cattiva!... Non ti fidi?!... Ma ora vattene!... Vien gente!... Corri... corri!

SCENA III.