Silvio
Hai paura?... Di fame non si muore!
Rina
No!... Non ho paura... della fame, ma dei pentimenti... dell'odio che, oramai, è seminato fra le nostre due famiglie... e che il nostro matrimonio non farebbe che aumentare... Ci sono delle parole che restano scolpite sempre nel cuore... «La figlia di un Gaudenzi»!... (andando verso il padre e abbracciandolo) Ebbene, me ne vanto!... (a Silvio) Va... va!... Siate felici... co' vostri danari!... Del resto, tuo padre è logico... Vuole la continuazione della sua famiglia com'è stata fin qui... e respinge l'elemento che non può assimilarsi con essa... Tu, in vece, non obbedisci che alla passione del momento... e, pazzamente, vorresti preparare la tua... e la mia infelicità!... Ebbene, ciò non sarà!... E poichè il disinganno è venuto prima... ringrazia Dio... e rassegnati... come sono rassegnata, io! (sinceramente commossa).
Silvio
(con calore) — Rassegnata?... No, no... perchè piangi!
Rina
(con iscoppio di commozione) — Sì... piango di rabbia... perchè sento tutta la vergogna e l'amarezza della umiliazione subita!
Silvio
(disperato) — No!... Ciò non può essere!