Alfredo
(è vestito con signorile eleganza: — entra gajo; e, vedendo Ida, diventa di cattivo umore) — Che fai qui?... Sei venuta a annojare la mamma con le tue gelosie?
Ida
(con veemenza nevrotica) — Sono venuta a dirle la bell'azione che tu mi hai fatto... dopo tutte le altre!
Alfredo
E io ti dico che sei una pazza, capisci?
Ida
Una pazza?... Sì, è vero!... Pazza, quando ti ho sposato: pazza, per sopportarti per due anni... in cui me ne hai fatte vedere di tutti i colori... Tu non facevi che umiliarmi davanti alla gente... e io tacevo!... Tu mi lasciavi in casa a lavorare come una martire... e andavi fuori con le tue amanti... e io piangevo!... Tu pigliavi i miei danari e ti vergognavi di condurmi in giro con te... perchè io sono una sarta... e... il gran signore... l'aristocratico... non voleva incontrarsi con le grandi dame... avendo al braccio quella che vestiva loro... e lui!... (con crescente parossismo). Oh, non lo sapevi che ero una sarta, quando mi facevi la corte!?... Sì... sì!... Ma... bada... ora sono guarita dalla mia pazzia.... Sono stanca di questa vita!... Tu... va dove vuoi... fa quello che ti pare... Io non intendo di rovinarmi la salute per te!... Quando ero sola, avevo più danaro che non m'occorresse... Non ho nessun obbligo di mantenerti, io!... Dunque, separiamoci da buoni amici... Te lo dico, senza collera, davanti a tua madre... È molto meglio così!... Ti manderò qui la tua roba... e, agl'impicci miei, ci penserò io!
Alfredo
(freddo) — Se aspetti ch'io venga a cercarti... aspetterai un pezzo!