Naldini
(atterrito) — Mettere, nel Comitato, i giornalisti!
Gaudenzi
(con sorriso maligno) — Si rassicuri!... Solo qualcuno dei più noti... e dei più occupati.... Quei tre... o quattro... che... tra il Parlamento... e il giornale... non hanno un minuto di tempo per intervenire alle riunioni.
Naldini
(rassicurato) — Ah, quand'è così!... Lei le pensa tutte!
Gaudenzi
Scriva, dunque... e presto!... Io torno subito. (via).
Naldini
(tra sè, scrivendo) — «... Appena giunta in Roma la notizia del disastro di Monteleone, i cittadini più cospicui per censo, nome e condizione sociale... si sono rivolti...» (parlando). Però... ha un bel dire il Commendatore... ma un po' di cav.re Naldini, nel comunicato alla stampa, ci starebbe bene!... (scrivendo). «... rivolti al principe di Castrovetero, l'illustre patrizio che in tante occasioni...» (parlando). Porterò io l'articolo ai giornali: così stamperanno: «dal cavaliere Baldini riceviamo...» (continua a scrivere, dettando a sè stesso).