“Chi può essere?„ — sclamarono all'unisono le due donne dando al sùbito terrore la forma di una oziosa interrogazione. Ognuna ricordava la visita fatale di tre notti addietro.

“A quest'ora, e col tempo che fa!...„ — soggiungeva Canziana, facendo una pausa assai significativa: e stava in attenzione per indovinare che avvenisse, ma il ripigliar del vento eludeva ogni ascolto.... “Scommetterei, ripigliava essa, che il portinaio preso dal sonno non avrà udito, e che appena desto sarà più sollecito ad aprire che a domandar chi è. — Che Dio ne guardi.„

In quella penosa aspettativa surse fra le interlocutrici una gara di ragionamenti per rinfrancarsi a vicenda. L'una tentava di combattere i timori dell'altra, provando non già chi potesse essere il misterioso ospite, ma chi per certo non era. Un famiglio? no: un viandante? si sarebbe indirizzato all'ospizio dei pellegrini... Neppure un uomo a cattive intenzioni, poichè non avrebbe posto l'allarme in tutto il castello colle sue chiamate. Quanto a ciò, le ragioni erano buone, ma non sufficenti a calmare del tutto le apprensioni! — “le intenzioni di malvagi, pensava Canziana, sono torbide ed incommensurabili come l'acqua di una pozzánghera.„

“Zitto, — sclamò sommessamente la donzella accompagnando la parola col gesto; — non m'inganno; non odi tu lo strepito leggero di una pedata che monta i gradini della scala interna?„

Canziana faceva cenno di sì; ma forse non udiva altro che il martellare del suo cuore. — E in quella sospensione d'animo, che si propaga fra i timidi e può diventare un delirio come il coraggio, si avvicinava alle coltri della fanciulla, e vi si stringeva; poi cercata una mano di lei, serrandola nelle sue fortemente, pareva volesse dimandare e promettere soccorso.

Ma quando l'incognito penetrò nella camera vicina, ogni sospetto dileguò. Il rumore di quei passi era noto; noto il bussare alla porta, amica la voce che chiedeva il permesso d'entrare.

La donna del portinajo, mentre questi proverbiava l'arrivato tassandolo d'importuno con un brontolare sottovoce, aveva l'incarico di salire alle stanze di madonna, e di riferirle che una persona venuta da Milano mostrava gran premura di parlare a lei, il più presto possibile, di cose d'alta importanza.

Canziana, come è ben naturale, rispose non essere quello nè momento, nè modo di fare ambasciate; chiunque ei fosse, attendesse.

Tale risposta era preveduta, poichè l'intermediaria l'interruppe soggiungendo: “abbiamo parlato dello stesso tenore anche noi; ma l'incognito, che a mio giudizio benchè burbero ha la ciera di un dabben'uomo, prese la parola per dirci: che quando madonna saprà di che si tratta, stimerà essa pure che per riferire di tali cose non si vada negli scrupoli sull'ora e sul commodo di chi deve ascoltare. — Chi ha tempo non aspetti tempo, e chi vuol star meglio pigli i passi innanzi. — Io m'incamminava per riferire tutto ciò, quand'egli mi fece tornare indietro per aggiungermi: che egli non avrebbe incommodato madonna, se altra persona venisse da lei incaricata d'ascoltarlo in sua vece. — Quando fosse certo che le sue parole erano arrivate all'orecchio della figlia di messer Maffiolo, egli si sentirebbe la coscienza scarica, e non avrebbe altro a chiedere.„

“Ma perchè non disse tutto a voi a dirittura? — dimandò Canziana?