(Maria si raccoglie, e vuole andare incontro a Elisabetta, ma si ferma a mezzo rabbrividendo tutta; i suoi gesti esprimono una violentissima agitazione).
Elisabetta
Come, Milordi? Chi fu dunque colui, che mi annunziava un inchino profondo? Io trovo invece una superba in nessuna guisa domata dall'infortunio.
Maria
E sia così. Anche a questo io vo' sottomettermi. Va, fuggi, invalido orgoglio di un'anima generosa! Io dimenticherò chi sono, e quel che soffersi, e mi getterò ai piedi di colei, che mi travolse in questa ignominia.
(Si volta verso la regina).
Sorella, il cielo ha deciso per voi! – La fronte vostra fortunata è cinta della vittoria; – io adoro il Dio, che tanto vi sublimava.
(Le cade ai piedi).
Ma siate ben anche voi magnanima, o sorella! Non mi lasciate giacere piena di avvilimento! Stendete la vostra mano, porgetemi la destra reale per sollevarmi dalla profonda caduta!
Elisabetta