(la guarda lungamente con occhio di superbo disprezzo).
Questa è pertanto la leggiadria, Lord Leicester, che nessuno impunemente rimira, cui nessuna altra donna ardisce paragonarsi! Certo! è gloria da conseguirsi con poco! Per esser la bellezza comune altro non costa che farsi a tutti comune!
Maria
Questo è troppo!
Elisabetta
(con riso beffardo)
Ora voi mostrate l'aspetto vostro sincero; fin qui non fu che una maschera.
Maria
(accesa di collera, ma con nobile decoro).
Io ho fallato umanamente, e da giovane; il potere mi traviò, nè l'ho taciuto, o nascosto, ma con reale franchezza ho dispregiato le false apparenze. Il mondo sa il peggio di me, ed io posso dire d'esser migliore della mia reputazione. Guai a voi, se un tempo leverete dalle vostre azioni quel manto di onore, onde voi splendidamente coprite le fiere voglie di una segreta libidine! Da vostra madre non aveste in retaggio l'onestà; e tutti sanno per via di quali virtù Anna Bolena ascendeva sul palco.