[43]. Tra questi vogliono esser notati l'opera della quale vennero 5 volumi in foglio nel 36, edita da una commissione ordinata da Carlo Alberto re di Sardegna, ed ha per titolo: — Historiae patriae monumenta, — divisa in chartae, leges municipales, e Scriptores; — i Documenti, monete, sigilli, per la storia del Piemonte e della Savoia, del Cibrario, e del Promis; — le Memorie e Documenti per servire alla storia del Principato Lucchese, raccolta ricchissima cominciata nel 13 dal governo francese; — il séguito al Codice diplomatico Toscano del Brunetti; — i Documenti di Storia Italiana, ricavati dalla Biblioteca di Parigi da G. Molini, con note pregevolissime di Gino Capponi; — l'edizione del Rosini dei Dispacci del Guicciardini nella sua Legazione in Ispagna nel 1511, e delle Lettere del Busini al Varchi sull'assedio di Firenze; — le Relazioni degli Ambasciatori Veneti, con note dell'Albèri; — le Storie di Giovanni Cavalcanti, pubblicate dal Polidori, le quali illustrano i tempi di Cosimo dei Medici il vecchio; — il Carteggio inedito d'Artisti dei Secoli XIV, XV, XVI, importante ancora per il lato politico, pubblicato dal Gaye; — la vita di Donato Acciaiuoli, d'Angelo Segni, edita dal Tonelli; — i Ricordi della famiglia Rinuccini dal 1282 al 1306, messi in luce dall'Ajazzi con note ed escursioni storiche. La vita di Alessandro VII del Pallavicino, il celebre Storico del Concilio di Trento, finalmente sodisfacendo al lungo desiderio dei dotti è stata stampata; e i Municipii Italiani del Morbio, benchè trattati con troppa furia, contengono molto del buono. Non sono da omettere le Vite di Federigo e Guidobaldo da Montefeltro, di Bernardino Baldi primo Abate di Guastalla, e le Memorie storiche del Pontificato di Clemente VII, di Patrizio de' Rossi. E finalmente l'Archivio Storico Italiano, che si stampa in Firenze, promette di riuscire un ricco fondo per gli Studi Storici, avendo a pro suo numerose biblioteche, e la cooperazione delle persone più capaci del paese.

[44]. Qui m'è forza restringermi alle più rilevanti tra quelle opere, che risguardano città o provincie separatamente, come sarebbe la storia di Chieri, e la storia della Monarchia Savoiarda del Cibrario, la storia di Saluzzo e dei suoi Marchesi del Muletti, le memorie dei Conti di Desana del Gazzera, la storia dei Valdesi di Charvay, le storie di Genova del Serra e del Varese, il libro del Sauli sulla Colonia Genovese in Galata, e la storia di Sardegna del Manno. Tutte queste, e molte più ancora, vertono intorno agli Stati Sardi. È nota la storia di Milano del Rosmini; il Cantù scrisse la storia di Como, ed espose lo stato della Lombardia nel Secolo XVII; il Robolini la storia di Pavia, il Romegialli quella della Valtellina, e delle Contee di Bormio e Chiavenna, e il Cittadella è dietro a pubblicare la storia della signoria dei Da Carrara in Padova. Sono ancora da nominarsi gli Annali Veneziani, e la storia del Commercio Veneziano del Mulinelli, e la storia di Parma del Pezzana. Il Venturi fece la storia di Scandiano, e il Viani le memorie della famiglia Cybo colla storia delle monete di Massa. Già è fuori la seconda edizione della storia di Lucca del Mazzarosa, e delle sue dissertazioni sulla legislazione, e sulla costituzione ecclesiastica di questa Repubblica. L'Inghirami e il Carbone hanno cominciato storie della Toscana, il Vivoli gli Annali di Livorno, e il Bonaini attende all'antica storia e costituzione di Pisa. Lo Stato della Chiesa non ha prodotto gran cosa, — la serie dei Senatori Romani dell'Olivieri, la storia d'Ancona del Peruzzi, le memorie contemporanee del Cardinal Pacca. Al contrario Napoli e Sicilia sono ricchi, — e la storia di Napoli del Colletta sotto la dinastia dei Borboni sino al 1825 si raccomanda per la materia e per lo stile. Il Pagano scrisse la storia di Napoli sino al cessare degli Aragonesi, il De-Cesare la storia di Manfredi, e il Sosti cominciò la storia del chiostro di Monte Cassino, dove egli vive come membro dell'ordine, e bibliotecario. Pietro Lanza, principe di Scordia, scrisse sulla storia della Sicilia sotto i Normanni, e intorno ai tempi dal 1532 al 1789, correggendo in molti luoghi l'ultima opera del Botta. Il Fazzello, il Ferrara, il Palmèri, scrissero storie di Sicilia, e l'Amari sopra documenti sinora incogniti compose la storia di Carlo I di Angiò, dei Vespri Siciliani, e del regno degli Aragonesi sino al trattato di pace di Caltabellota 1302. E sono comparse notabili biografie: — la Vita e i fatti di Gian Jacopo Trivulzio del Rosmini, la Vita di Dante del Balbo, che per tanti lati si collega alla storia politica, quella di Caterina dei Medici dell'Albèri, quella di Malatesta Baglioni ultimo Capitano della Repubblica fiorentina del Vermiglioli, e la storia di Giovanni da Procida del Buscemi. La storia dei Navigatori e Viaggiatori Italiani è singolarmente illustrata dai lavori critici del Canovai e del Napione sopra il Vespucci e Colombo, dalle opere del Cardinal Zurla sopra Marco Polo, Alvise da Cadamosto, e altri Viaggiatori Veneziani, e dal libro del Baldelli sopra Marco Polo, e sopra la storia delle antiche relazioni commerciali tra l'Asia e l'Europa, dalla caduta dell'Impero Romano fino al Califfato. Godono poi da lungo tempo di una fama ben meritata le Famiglie Storiche Italiane del Litta, e presentemente lavora intorno agli Orsini, e i Borromeo di Milano, i Pazzi e i Buondelmonte di Firenze, e i Buonaparte di S. Miniato.

[45]. Livorno, dal Gabinetto Scientifico Letterario, – Tipografia Vannini; 1842.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

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