Eugenio pensava di no, – e dicevagli spesso, che un giorno o l'altro sarebbe certamente chiamato ai conti; e sovente aggiugnea, col mestissimo accento di chi teme una sventura, – sino all'ultimo picciolo. – E Yorick al solito non curando sempre rispondeva: – oibò! – E se la questione si ventilava ne' campi alla fine rispondea con un salto, o uno scambietto: – ma se in un canto del socievole camino al reo facevano barricata una tavola, e due seggioloni a bracciuoli, tanto che non potesse fuggirsi d'un tratto, Eugenio continuava la sua lezione intorno alla discretezza in parole siffatte, ma un po' meglio acconciate.

— Credimi, Yorick mio, che la tua malaccorta piacevolezza o presto o tardi ti legherà in tanti nodi, che poi non varrà il senno a strigartene. In questi casi ho veduto sovente, che la persona derisa si considera sotto l'aspetto della persona ingiuriata con tutti i diritti che da quella situazione le spettano; – e se tu pure la vedi in quello aspetto, – e noveri gli amici, la famiglia, i congiunti, gli alleati, – e passi in rivista le molte reclute, che vanno alle sue bandiere pel sentimento del comune pericolo, non è calcolo esagerato a dire, che per ogni dieci motti ti sei guadagnato cento nemici, – e finchè non sei giunto a tale da sollevarti d'intorno alle orecchie uno sciame di vespe le quali mezzo ti pungano a morte, non andrai mai persuaso.

Dio mi guardi dal sospettare, che l'uomo da me stimato si muova alli scherzi per dispetto, o malignità d'intenzione; – so, e credo sinceramente, che sieno onesti, e detti a modo di sollazzo. Ma poni mente, amor mio, che gli stolti non possono distinguere, e i furfanti non vogliono: e tu non sai quanto importi provocar gli uni, o prendersi giuoco degli altri; e qualunque volta si uniscano a difesa scambievole, abbi per fede, amico mio, che ti guerreggieranno in maniera da fartene il cuore malato, e con pericolo ancora di vita.

La vendetta da qualche angolo segreto spargerà di te novelle d'infamia, – nè ripareranno l'innocenza del cuore, la integrità del costume; – le tue sostanze verranno a mancare, – e malignando sui mezzi che un dì ti procuravano, la tua riputazione darà sangue da tutte le parti; – la tua fede sarà posta in dubbio, – smentite le opere, – dimenticato l'ingegno, – e la dottrina tenuta a vile. A chiudere l'ultima scena della tragedia, la crudeltà, e la codardia, scellerati gemelli condotti a prezzo dalla malizia, e incitati nelle tenebre, prenderanno insieme la mira a tutte le tue debolezze, ed errori, – e gli ottimi di noi, amor mio, vi stanno soggetti; – e credimi, credimi, o Yorick, allorquando per lusingare un privato appetito si deliberi il sacrificio d'una creatura innocente, ed inerme, è facile di raccogliere stecchi per ogni macchia dove ella ha traviato, onde accendere un fuoco, – e bruciarvela sopra. —

Yorick intese il vaticinio dei suoi destini, e nell'atto con una lacrima furtiva, accompagnata da uno sguardo di promessa, dispose per l'avvenire di correre più misuratamente l'arringo. Ahi troppo tardi! Innanzi del presagio erasi collegata una forte alleanza dei suoi nemici, e l'assalto, giusta la predizione d'Eugenio, fu dato in un tratto, e con sì poca mercè dalla parte degli alleati, – e con sì poco sospetto in Yorick di quanto gli tramassero, – che quando quell'ingenuo avvisava ricevere il premio ai suoi meriti, omai l'avevano scosso alla radice; – cadde, e in quella guisa, che molti valentemente erano caduti prima di lui.

Ma Yorick combattè per un tempo con tutto il valore possibile, – finchè sopraffatto dal numero, e in ultimo affranto dalle calamità della guerra, ma più ancora dalla maniera codarda onde facevasi, gittò la spada, e in vista fece animo sino agli estremi, ma credono tutti che l'uccidesse il cordoglio. E quanto segue piegava Eugenio alla medesima opinione.

Poche ore avanti che Yorick esalasse l'anima, Eugenio entrò nella stanza per vederlo l'ultima volta, e dargli l'ultimo addio. Nel tirar le cortine gli domandò come stesse; – e Yorick guardandolo in faccia gli strinse la mano, – e ringraziandolo dei molti segni di amore a lui dimostrati aggiunse, che, se il fato li faceva incontrare nell'avvenire, lo avrebbe più e più sempre ringraziato; e disse, che di lì a brevi ore sarebbesi involato in eterno ai suoi nemici. — Spero di no, – rispondeva Eugenio col più tenero accento di voce, che uomo parlasse giammai, e le lacrime gli scendevano giù per le guance, – spero di no, Yorick mio. — Yorick rispondeva elevando lo sguardo, e premendogli gentilmente la mano, – e nulla più: – ma questo dirompeva il cuore di Eugenio. — Su via, Yorick, – riprese quest'ultimo asciugandosi gli occhi, e facendosi cuore, – confortati, amor mio, nè li spiriti e la fortezza ti abbandonino al maggior uopo; – chi sa mai quanto possano operare per te i rimedi, e la potenza di Dio? — Yorick si pose una mano sul cuore, e crollò un tal poco la testa. — Per la parte mia, – continuava Eugenio, e piangeva amaramente in mezzo alla parola, – per la parte mia non so come da te dividermi, e di buon grado lusingherei le mie speranze, – seguitava rallegrando la voce, – che di te avanzerà tanto da farne un vescovo, e io vivrò tanto da vederlo. — Io ti prego, – favellò Yorick, levandosi alla meglio di capo il berretto da notte colla manca, perchè la destra avea sempre stretta da quella d'Eugenio, – io ti prego a guardarmi un poco la testa. — Non vi scerno cosa che l'offenda, – rispondeva l'amico suo. — Ahimè! io vo' che tu sappi adunque, – riprese Yorick, – ch'ella è sì mal concia e sformata dai colpi che i miei nemici le dettero così villanamente all'oscuro, che potrei dire con Sancio Panza: – «se mi riavessi, e dal cielo mi cadessero sul capo le mitre spesse come la gragnuola, neppure una gli potria convenire.» —

L'ultimo fiato di Yorick a queste parole pendeva pronto a fuggirsi dalle sue labbra tremanti, – ma tuttavia le profferse in un suono, che sapea di maniera cervantica; – e mentre parlava, Eugenio vide accendersi per un momento in quegli occhi una striscia di fuoco lambente, scarsa immagine di quelle vampe di spirito, che solevano, a quanto disse Shakespeare dell'antenato suo, eccitar la gioia del convito.

Eugenio si convinse, che il cuor dell'amico fosse spezzato; – gli strinse la mano, – e poi adagio adagio uscì della camera, e piangeva all'andarsene. Yorick seguitò cogli occhi Eugenio sino alla porta, – quindi li chiuse, e mai più non li riaperse.

Ei riposa sepolto in un angolo del suo camposanto sotto una semplice pietra di marmo, che l'amico Eugenio con licenza dei curatori gli poneva sulla fossa con queste tre parole d'iscrizione, che servono a un tempo d'epitaffio, e d'elegia: