A tante difficoltà venne anche ad aggiungersi questa, che i repubblicani, i quali stavano attelati lungo la riva sinistra del fiume, ad ogni passo traevano contro i battelli carichi di munizioni e di arnesi da guerra, che avevano, navigando a ritroso, seguitato l'esercito dopo la sua partita da Still-water. Molti di questi battelli erano stati presi, alcuni ripresi con perdita di gente da ambe le parti. Finalmente e' bisognò per minor male sbarcar le munizioni, e ridurle sui poggi; opera, che molto accrebbe di fatica al già tanto stracco esercito.
Ora era giunta al colmo la sfortuna delle genti britanniche, ed altro non s'appresentava alla mente sì dei capitani, che dei soldati, che un totale sterminio, od un pregiudiziale accordo. Il voler passar il fiume così grosso, essendo la sinistra riva con tanta gelosia e da tante genti guardata, e vicino un sì potente nemico gonfiato dall'aura della vittoria, era impresa non che temeraria, disperata. Il ritirarsi per la destra con questo medesimo nemico alla coda, per istrade cotanto difficili ed intricate, era un partito piuttosto impossibile ad eseguirsi, che malagevole. Ogni cosa presagiva una inevitabile catastrofe. Eppure in mezzo a tanta calamità si apriva ag'Inglesi qualche speranza di bene, e l'occasione di poter ad un tratto ristorar la fortuna della guerra. Erano i due eserciti separati l'uno dall'altro solamente dal Fish-kill-creek. La fama, che magnifica tutte le cose, a motivo di quelle poche genti, che stat'erano mandate da Burgoyne per iscorta ai guastatori sulla via al Forte Edoardo, aveva fatto credere a Gates, che tutto l'antiguardo e la battaglia dell'esercito britannico si fossero già buona pezza avviati alla volta di quel Forte, e che solo rimanesse nelle pianure di Saratoga la dietroguardia; la quale venne tosto in isperanza di potere con tutte le forze sue assaltare ed opprimere. A questo fine la mattina degli undici ottobre Gates ogni cosa ordinò all'assalto. Intendeva di pigliar l'occasione di una folta nebbia, la quale in quelle regioni, ed a quella stagione oscura solitamente l'aria sin poco dopo la levata del sole, passare molto per tempo il Fish-kill, assaltar una batteria, che Burgoyne aveva piantato sull'altra riva, e, superatola, correre incontanente contro le genti nemiche. Ebbe Burgoyne certo avviso della cosa, e guernita prima molto bene la batteria, aveva tutte le sue genti affilate, come in agguato, dietro alcune macchie, che ingombravano le rive del fiume. Ordinatosi in tal modo aspettava la vicina battaglia; e stante la vana credenza del nemico, aveva grandissima confidenza della vittoria. Già la brigata del generale americano Nixon aveva guadato il rivo, e seguitava quella del generale Glover. Ma come prima pose questi il piede nell'acqua per passare, ebbe lingua da un disertore inglese, che non già il solo retroguardo, ma tutto intiero l'esercito reale si trovava ordinato alla battaglia sull'altra riva. Intesa la cosa Glover si ristette, e mandò dicendo a Nixon, il quale si trovava nell'imminente pericolo di essere tagliato a pezzi, non istesse a soprastare, ma immediatamente si ritraesse sulla destra riva. Mandò anche informando Gates di quello, che accadeva. Questi rivocò tosto gli ordini, e comandò ritornassero tutti, e stessero ai luoghi loro. Nixon in buon punto ricevè l'avviso di Glover; perciocchè un quarto d'ora dopo stato sarebbe troppo tardi. Indietreggiò spacciatamente; ma non sì, che, dileguatasi la nebbia prima che avesse ripassato, non fosse il suo retroguardo noiato dalle artiglierie inglesi con perdita di alcuni soldati.
Riuscita vana questa speranza, Burgoyne andava considerando, se qualche altra via rimanesse a salvar l'esercito. Fatta una Dieta, deliberarono, si dovesse, marciando velocemente di notte tempo, arrivare al fiume nelle vicinanze del Forte Edoardo, e là con un repentino assalto sforzare il passo, o sotto o sopra il Forte medesimo. E perchè i soldati camminar potessero più speditamente, si risolvettero ad abbandonare le artiglierie, le bagaglie, il carreggio e tutti gl'impedimenti. Portassero i soldati di che logorare per alcuni dì, sinchè arrivar potessero al Forte Giorgio. Ognuno si apparecchiava a mandar ad effetto l'intento del capitano. Ma Gates, che aveva presentita la cosa, ci aveva già fatto contro gli opportuni provvedimenti. Aveva comandato a quelle bande, che guernivano la sinistra riva dell'Hudson, stessero molto vigilanti, ed aveva anche ingrossate le guardie poste ai luoghi, dove Burgoyne disegnava di varcare. Ordinava loro, sostenessero il nemico, fino a tanto che arrivasse egli alle spalle con tutto l'esercito. Oltre a ciò faceva accampare una grossa schiera su certi poggi tra i Forti Edoardo e Giorgio, ed aveva imposto ai Capi, che diligentemente vi si affortificassero.
Aveva Burgoyne mandato avanti ormatori per riconoscere il paese, e soprattutto per esplorare, se si potesse sforzare il passo del fiume al Forte Edoardo. Ritornaron dicendo, che le strade erano oltre ogni credere rotte e difficili; che i nemici erano sì spessi e sì vigilanti sulla sinistra riva, che avrebbero di leggieri ogni mossa osservata, benchè piccola, ch'essi fatto avrebbero sulla destra; e che i passi al Forte erano sì diligentemente guardati, che lo sforzargli senza artiglierie era cosa del tutto impossibile. Dissero ancora del forte campo posto sui poggi tra i due Forti. Queste sinistre novelle, giuntovi eziandio, che Gates col grosso del suo esercito era così vicino, e tanto stava attento alle vedette, che non avrebbero le genti inglesi potuto dare un passo, che subito non le seguitasse, troncarono a Burgoyne ogni speranza di potersi di per sè stesso dalla presente calamità sbrigare. Solo, appiccandosi, come si suol dire, e come si fa nell'estrema disperazione, alle funi del cielo, sperava che sorgesse qualche cosa di verso le parti basse del fiume, e con intensissimo desiderio aspettava l'aiuto di Clinton.
E' non si potrebbe con parole meritevolmente descrivere l'infelice condizione, in cui era riposto l'esercito britannico. Stracche le genti, e quasi vinte dalle continue fatiche, e dai travagli degli aspri combattimenti, abbandonate dagl'Indiani e dai Canadesi, perduti i più valorosi soldati ed i migliori capitani, ridotto tutto l'esercito a cinquemila combattenti di dieci ch'egli erano, fra i quali poco più di tre migliaia d'Inglesi; svanita ogni speranza di ritirata; investite ed accerchiate da tre parti da un nemico quattro volte più numeroso di loro, gonfiato dal favore della vittoria, e che conosciuta la necessità loro ricusava di combattere, e che non si poteva sforzare pei luoghi difficili, ai quali si era riparato; obbligate a star in armi di continuo, la scaglia, e le palle delle artiglierie nemiche spruzzando e strisciando di colpo e di rimando per ogni dove le file, e molti traendo a morte ogni momento, serbavan esse tuttavia la solita costanza; e se cedevano ad una dura necessità, mostravansi però di miglior fortuna meritevoli. Nissun atto, nissuna parola fecero, che degna non fosse d'uomini forti e valorosi.
In fine nessuna novella di soccorso, non che fondata, vana, trapelando da parte nessuna, fu fatta la mattina dei tredici la veduta dei fondachi pubblici, e si trovò, che vi era in munizione da vivere, e ciò molto scarsamente, solo per tre dì. In tale stato l'andare ed il rimanere essendo egualmente fuori della potestà loro, considerato, che quanto più si differiva una deliberazione terminativa, tanto procedeva in maggior precipizio la condizione dell'esercito, convocarono una Dieta generale, alla quale intervennero non solo i primarj uffiziali, ma ancora tutti i capitani delle compagnie. Mentre deliberavano le palle nemiche frullando orribilmente, andavano qua e là traforando la tenda, dove si teneva il Consiglio. Tutti unitamente opinarono, doversi cedere alla fortuna, ed introdurre una pratica d'accordo col generale americano.
Usò Gates modestamente la vittoria. Solo propose, che le genti regie deponessero le armi dentro gli alloggiamenti; la quale condizione parendo loro di troppa iniquità, sdegnosamente rifiutarono gl'Inglesi. Volevano tutti piuttosto esser menati al nemico in una disuguale battaglia, che macchiarsi di una tanta vergogna. Dopo diverse pratiche si accordarono il giorno quindeci gli articoli della capitolazione. Dovevano sottoscriversi da ambe le parti la mattina dei diciassette. La notte arrivò al campo di Burgoyne il capitano Campbell, mandatovi a gran fretta dal generale Clinton, il quale recava le novelle, che questi venuto sopra l'Hudson si era fatto padrone del Forte Montgommery; e che il generale Vaughan colle genti più spedite già si avvicinava ad Esopo. Rinascevano in alcuni le speranze di salute. Furono ricerchi gli uffiziali del parer loro, se i soldati in un caso disperato abili fossero a combattere, e se la fede pubblica fosse impegnata pel verbale accordo. Molti risposero, i soldati infievoliti dalle fatiche e dalla fame non potersi reggere; tutti furono apertamente fautori, essere impegnata la fede pubblica. Solo Burgoyne opinò del no. Ma era obbligato a seguire la pluralità dei suffragi. Gates intanto, conosciute queste mene, e le nuove speranze, donde procedevano, il giorno diciassette molto per tempo ordinò tutto il suo esercito alla battaglia, e mandò dicendo a Burgoyne, giunto essere il tempo prefisso a sottoscrivere; perciò si il facesse immediatamente, o si combatterebbe. Questi non si fe' più pregare. L'accordo fu sottoscritto, il quale intitolarono: convenzione tra il luogotenente generale Burgoyne, ed il maggior-generale Gates. Le principali condizioni, oltre quelle per le provvisioni, ed altre cose da somministrarsi all'esercito britannico durante il suo cammino per a Boston, e la sua dimora in questa città, furono che le genti uscissero dagli alloggiamenti con tutti gli onori della guerra, colle corde accese, coi tamburi battenti, le bandiere spiegate, le artiglierie da campo; deponessero le armi, e lasciassero le artiglierie in un luogo a posta presso un'antica Fortezza; avessero la facoltà d'imbarcarsi liberamente, e di passar in Europa da Boston, con patto però non potessero portar le armi contro l'America durante la presente guerra; non fossero sparpagliate, nè i soldati smembrati dagli uffiziali loro; le chiamate, ed altri uffizj militari fossero permessi; ritenessero gli uffiziali le spade; tutte le robe dei privati fossero salve, le pubbliche si consegnassero di buona fede; non si svaligiassero le bagaglie; tutti coloro, che seguitavano il campo di qualsivoglia condizione, o paese si fossero, godessero il benefizio della capitolazione; e fosse fatto abilità ai Canadesi di ritornarsene alle case loro.
Non solo le condizioni di quest'accordo, se si considera il disperato frangente, a cui si trovava l'esercito britannico condotto, sono molto a questo onorevoli, ma Gates per una somma cortesia, e per un benigno riguardo verso i vinti, fe' ritrarre dentro gli alloggiamenti le sue genti, acciocchè moleste spettatrici non fossero alle inglesi, quando elleno deponevano le armi. La qual cosa gli si dee non solamente ad umanità, ma a sopportazione, e ad altezza d'animo recare; imperciocchè già sapeva egli le inudite depredazioni, che andava facendo all'uso dei Barbari sulla destra riva dell'Hudson il generale Vaughan, e come avesse questi tutto il villaggio d'Esopo inesorabilmente arso e distrutto. Egli è debito nostro di non passar sotto silenzio, che siccome Gates in tutto il corso di questa guerra sulle rive dell'Hudson compì tutte quelle parti, che ad accorto, valoroso e sperto capitano di guerra si appartengono, così medesimamente niuna di quelle lasciò indietro, che adornar sogliono gli animi generosi, onesti e civili. E questa amorevolezza usò verso i sani, ma più ancora verso i malati, che la fortuna dell'armi aveva posto nelle sue mani, ai quali tutti quei soccorsi fe' ministrare, che meglio per la condizione delle cose seppe, e potè. Sommava l'esercito americano il dì dell'accordo a un di presso a quindici migliaia di soldati, dei quali dieci migliaia a circa di stanziali; l'inglese a 5791, cioè 2412 Tedeschi, e 3379 Inglesi tra combattenti, e non combattenti. Acquistarono gli Americani quarantadue pezzi di belle artiglierie tra cannoni, obici, e bombarde, da 4600 archibusi, una quantità notabile di cartocci, di bombe, di palle, di carcasse e di altri instrumenti da guerra.
Cotal fine ebbe la spedizione inglese sulle rive del fiume del Nort, la quale cominciata con grandissima riputazione cadde in tanta difficoltà, che coloro, i quali ne avevano sperato sì prosperi successi ne ricevettero gravissimo danno, e quei che sì grandemente ne avevano temuto, ne riportarono grandissimo benefizio. Certo è, che, se ella fu disegnata prudentemente, siccome a noi pare, fu improvvidamente governata da coloro che dovettero mandarla ad effetto. Conciossiachè il buon successo suo dipendeva in tutto dagli sforzi uniti dei generali, che comandavano su i laghi, e di quelli che amministravano la guerra della Nuova-Jork. Ma invece, procedendo con separati consiglj, quando uno veniva, l'altro se ne andava. Allorquando Carleton si era impadronito dei laghi, Howe non che salisse per l'Hudson alla volta di Albanìa, osteggiò nella Cesarea, e si volse verso la Delawara Quando poi Burgoyne entrò vincitore in Ticonderoga, Howe s'imbarcò per andare ad assaltar Filadelfia, e così l'esercito canadese restò privo dell'aiuto, che aspettava dalla Nuova-Jork. Forse credette Howe, che la presa di Filadelfia, città tanto principale fosse, per isbigottire sì fattamente gli Americani, e tanto i disegni loro disordinasse, che dovessero, o venire a patti, o far debole resistenza. Forse ancora avvisò, che il correre con possente esercito contro le parti di mezzo, e, per così dire, dentro il cuore stesso della lega, fosse un molto efficace mezzo di diversione in favore dell'esercito settentrionale, di maniera che non sarebbe stato in potestà degli Americani il mandar genti sufficienti sull'Hudson a contrastargli. Forse finalmente trasportate dall'ambizione si era fatto a credere da sè solo potere, ed esso solo dover godere la gloria del por fine alla guerra. Ma ella è cosa, che ognuno può di per sè stesso conoscere, che qualunque potesse essere l'importanza dell'acquisto di Filadelfia, non era però da paragonarsi a patto nessuno con quella della congiunzione in Albanìa dei due eserciti canadese e jorchese. Poichè, che l'insignorirsi di quella città dovesse dar vinta totalmente la guerra, era molto dubitabile; la congiunzione degli eserciti verisimile. Senza di che gli Americani sarebbero venuti per impedir questa ad una campale battaglia, l'evento della quale non poteva quasi esser dubbio, nè per la susseguente congiunzione terminativo. Oltreacciò due eserciti, i quali entrambi concorrer debbono allo stesso fine, ciò molto meglio, e più convenientemente possono fare, quando più vicini sono l'uno all'altro, che non quando ne son lontani. Per quanto a noi pare adunque la presente fazione è stata e bene immaginata nel suo principio, e con tutti i convenienti mezzi, eccettuata però quella peste degl'Indiani, dai ministri britannici accompagnata; sicchè, giusta l'opinione nostra, non abbiano essi meritato quei rimproveri, che e nel Parlamento, e dagli scrittori parziali vennero loro in questo proposito fatti. Bene ci sembra, che, forse perchè portassero troppo rispetto alla persona, alla fama, al grado, ed alla militare sperienza di Guglielmo Howe, abbiano commesso errore col non mandargli ordini più risoluti. Perciocchè da quanto noi abbiam potuto spillare ci pare, che gli ordini datigli dai ministri in proposito della cooperazione sua coll'esercito canadese siano stati piuttosto discretivi, che assoluti; e dal difetto di questa cooperazione nacque evidentemente tutta la rovina dell'impresa.
Gates dopo la vittoria mandò speditamente al congresso il colonnello Wilkinson a portar le felici novelle. Arrivato, ed introdotto disse: «Stare l'intiero esercito britannico cattivo a Saratoga; l'americano pieno di sanità e d'ardire aspettar gli ordini loro. Deliberassero i Padri, a quale impresa propizia alla patria dovesse la forza, la virtù e la prontezza sue dirizzare». Il congresso rendè immortali grazie a Gates ed alle sue genti. Decretò, si presentasse Gates con una medaglia d'oro gettata espressamente, tramandatrice ai posteri di così chiara vittoria. V'era in quella coniato il ritratto del generale colle parole intorno: Horatio Gates, Duci strenuo; ed in mezzo: Comitia Americana. Era sul rovescio raffigurato Burgoyne in alto di render la spada, e dietro da una parte e dall'altra i due eserciti d'Inghilterra e d'America. Sopra stavano intagliate queste parole: Salus regionum septentrion., e sotto quest'altre: Hoste ad Saratogam in deditione accepto. Die XVII Oct. MDCCLXXVII.