E immaginatevi come restò, quando s'accòrse che il suo ciuchino piangeva.... e piangeva proprio come un ragazzo!
— Ehi, signor omino, — gridò allora Pinocchio al padrone del carro — sapete che cosa c'è di nuovo? Questo ciuchino piange.
— Lascialo piangere: riderà quando sarà sposo!
— Ma che forse gli avete insegnato anche a parlare?
— No: ha imparato da sè a borbottare qualche parola, essendo stato tre anni in una compagnia di cani ammaestrati.
— Povera bestia!...
— Via, via.... — disse l'omino — non perdiamo il nostro tempo a vedere piangere un ciuco. Rimonta a cavallo, e andiamo: la nottata è fresca, e la strada è lunga. —
Pinocchio obbedì senza rifiatare. Il carro riprese la sua corsa: e la mattina sul far dell'alba arrivarono felicemente nel «Paese dei balocchi.»