— È Pinocchio davvero! — grida Pulcinella.

.... Eppure quello laggiù è Pinocchio!...

— È proprio lui! — strilla la signora Rosaura, facendo capolino in fondo alla scena.

— È Pinocchio! è Pinocchio! — urlarono in coro tutti i burattini, uscendo a salti fuori delle quinte.

— È Pinocchio! È il nostro fratello Pinocchio! Evviva Pinocchio!...

— Pinocchio, vieni quassù da me! — grida Arlecchino — vieni a gettarti fra le braccia dei tuoi fratelli di legno! —

A questo affettuoso invito, Pinocchio spicca un salto, e di fondo alla platea va nei posti distinti; poi con un altro salto, dai posti distinti monta sulla testa del direttore d'orchestra, e di lì schizza sul palcoscenico.

È impossibile figurarsi gli abbracciamenti, gli strizzoni di collo, i pizzicotti dell'amicizia e le zuccate della vera e sincera fratellanza, che Pinocchio ricevè in mezzo a tanto arruffio degli attori e delle attrici di quella compagnia drammatico-vegetale.