— Nel paese dei Barbagianni. —
Pinocchio ci pensò un poco, e poi disse risolutamente:
— No, non ci voglio venire. Oramai sono vicino a casa, e voglio andarmene a casa, dove c'è il mio babbo che m'aspetta. Chi lo sa, povero vecchio, quanto ha sospirato ieri, a non vedermi tornare. Purtroppo io sono stato un figliuolo cattivo, e il Grillo-parlante aveva ragione quando diceva: «I ragazzi disobbedienti non possono aver bene in questo mondo.» Ed io l'ho provato a mie spese, perchè mi sono capitate molte disgrazie, e anche ieri sera in casa di Mangiafoco ho corso pericolo.... Brrr! mi viene i bordoni soltanto a pensarci!
— Dunque, — disse la Volpe — vuoi proprio andare a casa tua? Allora va' pure, e tanto peggio per te.
— Tanto peggio per te! — ripetè il Gatto.
— Pensaci bene, Pinocchio, perchè tu dai un calcio alla fortuna.
— Alla fortuna! — ripetè il Gatto.
— I tuoi cinque zecchini, dall'oggi al domani sarebbero diventati duemila.
— Duemila! — ripetè il Gatto.
— Ma com'è mai possibile che diventino tanti? — domandò Pinocchio, restando a bocca aperta dallo stupore.