— Sì.... —
La Fata gli dette la pallina, e Pinocchio dopo averla sgranocchiata e ingoiata in un attimo, disse leccandosi i labbri:
— Bella cosa se anche lo zucchero fosse una medicina!... Mi purgherei tutt'i giorni.
— Ora mantieni la promessa e bevi queste poche gocciole d'acqua, che ti renderanno la salute. —
Pinocchio prese di mala voglia il bicchiere in mano e vi ficcò dentro la punta del naso: poi se l'accostò alla bocca: poi tornò a ficcarci la punta del naso: finalmente disse:
— È troppo amara! troppo amara! Io non la posso bere.
— Come fai a dirlo, se non l'hai nemmeno assaggiata?
— Me lo figuro! L'ho sentita all'odore. Voglio prima un'altra pallina di zucchero.... e poi la beverò! —
Allora la Fata, con tutta la pazienza di una buona mamma, gli pose in bocca un altro po' di zucchero; e dopo gli presentò daccapo il bicchiere.
— Così non lo posso bere! — disse il burattino, facendo mille smorfie.