Si de' tener sempre il saggiuolo in mano in sulle circostanze e conseguenze. Sospendi le pozion quando è l'uom sano, o sotterra anderá per le scorrenze. Infin dall'avol del re Carlo Mano fûr poste in uso le prime avvertenze, Pipino il padre l'avea seguitate, ma Carlo a briglia sciolta l'ha cacciate.
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Ed aspettando le borse in poltrona dai mille re del suo impero tiranni, fa elogi al cuoco se la zuppa è buona, non prevedendo i suoi futuri affanni. Frattanto a doppio in sul regno si suona, traggonsi i cuoi poiché son tratti i panni, e Carlo Magno è imperatore esoso d'un popolo avvilito e pidocchioso.
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La gola, il lusso, la poltroneria gli aggravi ogni anno accresciuti in contanti, il non pagar per truffa o carestia, facea fallire ogni giorno mercanti; sicché il commercio era una sodomia, un capital in ciarle di birbanti, ed accigliato ognun rammemorava l'antico ben, la fede, e sospirava.
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Molti gridavan con gli agricoltori: —Piantate, lavorate, seminate.— Rispondeano i villan:—Cari signori, abbiam le carni in sui terren lasciate. Dio vede i nostri affanni ed i sudori; son le vostre campagne migliorate: ma abbiam aggravi molti e pochi aiuti, e i buoi per i gran debiti venduti.
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Era un dí il nostro pane di frumento, ed or che ne facciam piú d'una volta, l'abbiamo nero di saggina a stento, ché il diavol se ne porta la ricolta. Non abbiam piú né forza né talento, ogni nostra speranza è omai sepolta; guardate pelli secche e abbrustolite, e giudicate poi di nostre vite.
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