Per alcuni giorni nessuno si recò al negozio di Maria a riportarle gli abiti ed a riprendere il costume da maschera.
La bella guantaia si era fatta triste e pensierosa, tanto che Annetta non potè a meno di accorgersi che qualche cosa di strano avveniva in lei e l'interrogò con somma dolcezza, accarezzandola come quando era bambina.
Maria dapprima non rispose; ma ad un tratto due ardenti lacrime le sgorgarono dagli occhi.
Annetta ne fu spaventata.
—Tu piangi? Ti è accaduto dunque qualche cosa ben di grave?—domandò ansiosa.
—No, no, rassicurati, mamma,—rispose Maria, mentre un sospiro sfuggiva dal suo petto oppresso.
E con tronchi accenti, raccontò quanto le era successo l'ultima notte di carnevale.
Annetta aggrottava le ciglia.
—Perchè non mi svegliasti?
—Non volevo disturbarti.