Vestito da donna, egli sembrava ancora più carino, civettuolo. Se due piccolissimi baffetti biondi non gli avessero ombreggiata la bocca, si sarebbe davvero potuto prendere per una leggiadra ragazza. Non mostrava alcun impaccio sotto quegli abiti femminili, anzi il suo elegante personale, pareva aver acquistato maggiore sveltezza ed elasticità.
—Come vi sembra che stia?
—A meraviglia, nessuno vi riconoscerà, specialmente se abbasserete il velo del cappello.
—Volevo guardarvi ancora una volta.
Per nascondere il suo rossore e la sua confusione, Maria si affrettò a rivolgersi ed a togliere il catenaccio dalla porta.
—Fermatevi—esclamò con vivacità lo sconosciuto—voglio dirvi che domani vi rimanderò i vostri abiti e pregarvi a non serbare di me una triste impressione, a perdonarmi.
Maria invece di rispondere, dischiuse la porta e dopo aver guardato al di fuori, rivolse il viso, ritornato pallido ed alquanto serio, verso il giovane.
—La via è libera—disse—potete uscire, signore.
Lo sconosciuto con un moto pronto al pari dell'idea, afferrò con ambe le mani la bella testa della guantaia, depose sulle labbra di lei un bacio infuocato, poi slanciandosi in istrada, scomparve.
A Maria le parve che con quel bacio, egli le avesse portata via l'anima, tanto fu scossa sino in fondo al suo essere.