3. Cristologia, sulla persona e le opere del Salvatore;
4. Caritologia, o teorica della Chiesa e dei mezzi di salute;
5. Escatologia, cioè della morte, immortalità, purgatorio, resurrezione, giudizio finale, paradiso, inferno, fine del mondo.
[18.] Il simbolo non fu scritto nè fatto scrivere dagli Apostoli, ma tramandato oralmente: e da sant'Agostino (De tradit. symboli) si raccoglie fosse proibito a' catecumeni scriverlo, ma imparavasi a mente. Da ciò le varianti; oltrechè a ciascun vescovo era lecito farvi cambiamenti. P. es. Rufino ci reca il simbolo qual recitavasi dalla Chiesa romana, più incontaminato, e quale dall'aquilejese, a cui esso prete apparteneva. Eccoli a confronto:
Romano. Credo in Deum patrem omnipotentem.
Aquilejese. Credo in Deo patre omnipotente invisibili et impassibili.
Romano. Et in Christum Jesum unicum filium ejus, dominum nostrum.
Aquilejese. Et in Christo Jesu, unico filio ejus, domino nostro.
Rom. e Aq. Qui natus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine.
Romano. Crucifixus sub Pontio Pilato et sepultus, tertia die resurrexit a mortuis.