[153.] Paradiso XI.

[154.] Inferno II.

[155.] Purgatorio XX.

[156.] «E certo sono di ferma opinione che le pietre che nelle mura sue (di Roma) stanno, sieno degne di reverenza, ed il suolo dove ella siede, sia degno oltre quello che per li uomini è predicato e provato». Convivio.

[157.] Il chiarissimo filologo Bartolomeo Sorio lesse quest'anno all'Istituto Veneto una memoria sopra il Filicopo di Giovanni Boccaccio, ove pretende mostrare che scopo di questo romanzo storico era di esortare i principi Angioini al dovere che come feudatarj aveano di accorrer a difesa del papa, ch'era stato costretto uscir di Roma ed esulare ad Avignone; sicchè, com'ebbe dire nel Decamerone, Roma, già capo del mondo, allora era coda.

Con quello stravagante e fin empio infrascamento di sacro e profano, ivi racconta l'incarnazione del figlio di Giove, e come subì l'iniqua percossa di Atropos, poi ritornato al padre, dopo spogliata di molti prigioni l'antica città di Dite, mandò a' principi de' suoi cavalieri il promesso dono del santo ardore. Segue la predicazione del vangelo nella Spagna per opera del possente Dio occidentale, ch'è san Giacomo. «E in te, o alma città, o reverendissima Roma, la quale egualmente a tutto il mondo ponesti il tuo signoril giogo sopra gl'indomiti colli, tu sola permanendo vera donna, molto più che in altra parte risuona, siccome degno luogo della cattedral sede dei successori di Cefas. E tu di ciò dentro a te non poco ti rallegra, ricordando te essere quasi la prima predatrice delle sante armi; perciocchè conosci te in esse dover tanto divenir valorosa, quanto per addietro in quelle di Marte pervenisti, e molto più. Onde contentati, o Roma, che, siccome per l'antiche vittorie più volte la tua lucente fronte ornata fu delle belle frondi di Penea, così di quest'ultima battaglia (religiosa) con le nuove armi trionfando, tu vittoriosamente meriterai d'esser ornata d'eternal corona. E dopo i lunghi affanni la tua immagine fra le stelle sarà allogata, tra le quali co' tuoi antichi figliuoli e padri, beata ti troverai». Lib. I, num. 25 e seg.

[158.] Lo studio della natura dell'impero e delle sue relazioni colla Chiesa è di suprema importanza per intendere la storia del medioevo. Perciò noi v'insistiamo. Su ciò versa un'opera recente dell'inglese James Bryce, The holy Roman Empire. Oxford 1864.

[159.] Lege I de requir. reis.

[160.] Mystéres d'iniquité, pag. 419.

[161.] Foscolo, Discorso sulla D. C. Londra 1823.