Dalla Società biblica furono ristampate le opere del Valdes a Oxford nel 1845.
[518.] Beza, Ep. IV, pag. 200, tom. III, Opp.
[519.] Vita di Galeazzo Caracciolo. Nel processo del cardinale Morene, fatto dopo il 1555, del quale molto avremo a occuparci in appresso, sta questa deposizione d'un testimonio, il cui nome, secondo il solito, è taciuto, come quelli delle altre persone, implicate subordinatamente:
«Volendo io confessar ingenuamente alle VV. SS. Reverendissime (i cardinali inquisitori) tutti gli errori miei dal principio al fine, dico che, essendo io a Napoli circa otto anni sono, pochi giorni prima che andassi a Basignano col N N che era a Napoli; vedendo che io aveva cominciato a lasciar la mala via del mondo, e con desiderio di ritornar alla buona delle buone opere, incominciò a tentarmi sopra l'articolo della giustificazione che siamo giusti pel sangue di Gesù, e non per le opere nostre; mostrandomi molti lochi nel Testamento Nuovo, i quali par chiaramente il dimostrino. E però gli dissi che ciò mi piaceva. Il che detto esso al Valdesio, con cui spesso conversava, e con N ed N che ancor essi erano a Napoli, il Valdes rispose all'N, secondo mi riferì, che non si fidasse di me, sapendo che io era carnalissimo, e perciò il detto Valdes non volle che mai io andassi coll'N a lui, nè che io intervenissi o sapessi li lor ragionamenti. Pure il N mi andava dicendo e confermando sopra l'articolo della giustificazione.
«Ritornato a Napoli in casa del N, andai a visitare l'N, e gli portai certi scritti del N sopra due o tre capitoli dell'epistola di san Paolo alli Romani, dove parlava ampiamente della giustificazione, conforme al libretto del Benefizio di Cristo, e domandandomi se N gli avea letti, gli dissi non saperlo, come era vero.
«Mi domandò ancora del signor cardinale Morone, quel che esso teneva della giustificazione: gli risposi che io non sapeva, altro se non che il N e il N grandemente il commendavano a Trento della bella mente e bello animo suo, di esser innamorato di Dio e non delle cose del mondo; che mostrava essere ben capace della giustificazione per Cristo, e che sempre pareva loro che più fosse acceso nell'amor di Dio».
[520.] Nel 1530 la Lombardia ebbe i ricolti devastati dalle locuste; e non c'è regione, di cui le cronache non attestino le desolazioni.
[521.] Spigolature negli Archivj di Toscana.
[522.] A Siena la chiesa di San Domenico è coperta d'epitafj di studenti tedeschi.
[523.] Seckendorf, Hist. Lutheranismi, tom. I, pag. 415.