E tesse tuttavia la tela ordita,
Scovrendo quell'occulta empia magagna,
Che ha tenuta gran tempo sbigottita
E fuor di sè la Francia, Italia e Spagna,
Già per grazia di Dio fa intender bene
Che cosa è chiesa, caritade e spene.
[534.] Nel 1861, l'Edimburg Review stampò un notevolissimo articolo di Cartwright sul Progresso della Riforma Cattolica in Italia. Prestabilito che la nostra Chiesa ripudii ogni movimento, ogni dissenso, considera come avverso ad essa, o almen minaccioso, chiunque professa idee liberali sia in fatto di governo, sia in fatto delle temporalità della Chiesa. Pertanto a capo a questi riformatori starebbero il Rosmini e tutto il suo Ordine, perciò osteggiati dai Gesuiti; poi i Domenicani, poi i Benedettini, poi Cappuccini; ne' quali Ordini indica personaggi favorevoli, anzi banditori d'idee molto avanzate.
La conseguenza potrebb'essere tutta opposta a quella ch'esso deduce; vale a dire che la Chiesa cattolica, perfin ne' suoi membri più devoti quali sono i monaci, non ripudia la discussione e anche la proclamazione di dottrine, contrarie alle legali, ma che pur non intaccano il dogma e il vincolo della carità. Un'argomentazione simile a cotesta facea che, nel XVI secolo, i Riformati considerassero come loro fautori molti, che con vivacità e fin con amarezza disapprovavano i disordini della Chiesa, ma senza rinnegarla. Del resto ciò non fu fatto solo coi nostri. A Dresda nel 1860 e seguenti, si pubblicò Aurora, sive Bibliotheca selecta ex scriptis eorum qui ante Lutherum ecclesiæ studuerunt restituendæ. Ediderunt F. Pistoth, Schoepff, Neumann.
Vedi pure C. Ullmann, Reformators vor der Reformation, vornemlich in Deutschland, und den Niederlanden. Amburgo 1841. Sono teologi tedeschi, Giovanni di Goch, Giovanni di Wesel, Cornelio Grapheus, Gregorio di Heimburg, Giacomo di Jüterbock, Matteo di Cracovia.
Bonnechose, Les Reformateurs avant la Reforme. Parigi 1860.