Et hic græca volumina ut latina,
Quæ lassare valent decem otiosos
Plinios, licet usque, et usque, et usque
Noctes atque dies legas, et hercle
Facis, etc. etc.
[550.] Su quelle lettere fu molto escusso il cardinal Morone, e rispondendo sul conto della marchesa, disse: «Io la conobbi in Napoli, e, quando fui fatto vescovo, mi mandò certi rochetti e breviarj, e dopo qualche anno, la vidi in Roma, e forse prima in Viterbo essendo per passaggio, ce la conobbi molto affezionato (come mostrava spiritualmente) del cardinal Polo, il quale allora era povero, e pativa gran persecuzione dal re d'Inghilterra per un libro che avea scritto contro detto re in favore del primato di Nostro Signore: e per quanto mi fu riferito da diverse persone, mandarono qui uomini a posta per farlo avvelenare, ed anche per farlo ammazzare, e credo che per questa causa papa Paolo III gli mantenesse alla guardia un certo capitano con alcuni soldati continuamente, e quando volse andar a Trento, Legato al Concilio, la signora marchesa di Pescara mi raccomandò con ogni affetto la salute di questo signore».
Quel che il Morone pensasse lo leggeremo nella difesa di questo.
[551.] Troverem ragioni per credere fosse il Benefizio di Cristo.
[552.] Epistolæ card. Poli, III, 208.
[553.] Gerdes, Specimen Italiæ reformatæ, pag. 262.