Vittoria, n. 8 novembre 1714.
Caterina Virginia, n. 8 aprile 1717.
Orazio, n. 20 giugno 1718.
Bernardino, n. 5 febbrajo 1723.
Bartolomeo Orazio, n. 5 aprile 1722; de' Priori nel 1774: gonfaloniere nel 1775, 77, 81; capitano del popolo nel 1776, 84. Con lui si spense questo ramo de' Sozzini.
Faustina, n. 24 luglio 1727.
Porzia, maritata nel 1728 al conte Gaetano Marciani d'Orvieto, con 2000 scudi di dote; fu erede della sostanza dei Sozzini.
Ramo A.
Bartolomeo Soccini, n. 1436: discepolo di Alessandro Tartagli d'Imola, Tommaso Docci senese, Battista di Sanseverino. Nel 1471 insegnava diritto a Siena, quando fu mandato commissario di guerra a Chianciano. Nel 1480 esulò come ribelle; e si ritirò a Pistoja e a Pisa, dove già nel 73 aveva insegnato collo stipendio di 800 fiorini. Vi ebbe a scolare Leon X. Avendo tentato abbandonar quella cattedra per andare a Venezia, fu messo in arresto. Nel 1482 reso alla patria, vi lesse per tre anni, poi a Padova nel 1498, con 1100 ducati; poi a Ferrara e Bologna. A Siena fu capitano del popolo nel 1483, 87, 94, 1507: ambasciadore a Firenze nel 1487 per la controversia di confini tra Montepulciano e Chianciano. Era profondamente erudito nella sua scienza, talchè il Poliziano diceva poterlo chiamare sicuramente il Triboniano dell'età sua. Amico della taverna, vi passava ore con beoni e giocatori. Improvvisava stupendamente, e all'erudizione univa meravigliosa perspicacia e sano giudizio. Piaceva assai quella franca dicitura, quella parola caustica, quel riso sardonico, quella veemenza con cui sobissava l'avversario, non rispettandone nè il grado, nè l'età, nè il triplice alloro. Lorenzo il Magnifico volle una volta udirlo a lottare col famoso Giason del Majno. Un'ora era già durata la gara, quando Giasone, ridotto alle strette, inventa un testo per tirarsi d'impaccio. Bartolomeo si mostra confuso, vinto, grattasi in testa per cercar qualche risposta, alfine esce con un testo che gli dà decisamente ragione. La scolaresca ad applaudire: ma Giasone gli domanda: «Ove hai tu pescato questo testo?» — E Bartolomeo: «Nella pagina stessa donde hai tu preso il tuo».
Bizzarro, amico delle avventure, risoluto a vincere ad ogni costo, quando gli argomenti o le procedure non bastassero a indur un debitore a confessare il suo debito, suggeriva di cacciargli in corpo due pollici d'una buona lama di Brescia. Poi bravamente slanciava da banda la toga, e sopra un cavallo che maneggiava maestrevolmente quanto la parola, metteasi a capo di alabardieri per abbattere la balìa di Siena, e surrogarvi altra forma di governo. Morì il 1506 in Siena, e v'ebbe pubbliche esequie. Sposò Lodovica Orlandini con 1000 fiorini di dote, morta il 1517.