De libero arbitrio. De prædestinatione. Zurigo 1587.
Epitome defensionis adversus Stephanum Gardinerum.
Confessio de cœna Domini exhibita senatui argentoratensi.
Sententia de præsentia corporis Christi in Eucharistia, proposita in colloquio Passiaco.
Epistolæ de causa Eucharistiæ, ad virum quemdam magni nominis.
Epistole partim theologicæ, partim familiares.
La biblioteca di Ginevra serba varj trattati di Pietro Martire, fra altri: «On demande si nous qui faisons profession de la religion reformée, avons bien fait de nous séparer de l'église romaine». Molte di queste opere furon tradotte in inglese ed in altre lingue.
[68.] Il Vergerio scriveva al duca Alberto il 12 dicembre 1562: Diem obiit suum D. Petrus Martyr italus, propter evangelium exul, vir doctissimus: vix fuit similis. Teodoro Beza gli fece quest'epitafio:
Tuscia me pepulit; Germania et Anglia fovit,
Martyr, quem extinctum nunc tegit Helvetia.
Dicere quæ si vera volent, re et nomine, dicent:
Hic fidus Christi, credite, Martyr erat.
Utque istæ taceant, satis hoc tua scripta loquuntur:
Plus satis hoc Italis exprobrat exilium.
[69.] Il dottor C. Schmidt, professore di teologia a Strasburgo, nella raccolta delle Vite e opere scelte dei padri e fondatori della Chiesa riformata, stampò quelle di Pietro Martire (Elberfeld 1858), e nella prefazione dice che esso è una delle più segnalate personalità del tempo della Riforma, avendo esteso la sua attività all'Italia, a Strasburgo, all'Inghilterra, a Zurigo, alla Francia, fin alla Polonia; e pochi aver operato tanto per la fondazione e il consolidamento della Chiesa riformata. Si valse di molte sue lettere, parte stampate, parte giacenti a Gota, a Zofingen, a Ginevra, e principalmente nella raccolta dr Simler a Zurigo.