«Ma con tutto che sieno proibiti li libri cristiani e il predicarsi la pura parola di Dio, e di più puniti crudelissimamente quelli che confessano, o si mostrano amici dell'evangelio, nientedimeno, quanto sono più perseguitati, esprobati, incarcerati, bruciati e morti, più crescono. Se vedeste il numero de' Cristiani segreti, che sono in Italia, in Francia e nell'altre parti del mondo, vi stupireste. S'ella non fosse opera di Dio si dissolverebbe, siccome disse già Gamaliel; ma la va sempre crescendo.
«Forse potete dire che questa sia dottrina nuova? È quella de' profeti, di Moisè, di Cristo, degli apostoli e di tutti i santi; quella che incominciò al principio del mondo, è durata infino ad ora, e durerà sempre. Vero è che per un tempo è stata sepolta, e in modo tale che, quando alli tempi nostri Cristo incominciò a dare di sè un poco di lume, si verificò quello che già predisse quando disse, Credi, che quando verrà il figlio dell'uomo, cioè a manifestarsi in spirito, troverà fede in terra? Come un folgore e un baleno che viene da Oriente, subito apparisce in Occidente, immo illustra tutto, così fa adesso l'evangelio. Dottrina nuova sono l'umane e diaboliche invenzioni e tradizioni che si predicano nel regno d'Anticristo, sforzandosi non di cattivare la loro carnale prudenza e sensualità alla parola di Dio, ma di tirare con gli argani fuori d'ogni sesto ai loro propositi le scritture sacre, con corromperle e depravarle, e con servirsi del nome solo di Cristo, della sua Chiesa e religione, imporlo di nuovo su la croce.
«Forse che il credere che siamo salvi solamente per Cristo, per mera grazia e bontà di Dio, è dottrina sospetta? Immo è sicurissima, talchè se bene non avesse il testimonio delle scritture sacre e dello Spirito Santo, in ogni modo è sì chiara, che per se stessa si manifesta vera, santa e divina, perchè dà tutta la gloria a Dio, e all'uomo ignominia e confusione, e in queste due cose non si può nè eccedere, nè errare. Cristo, quando volle provare agli Ebrei, i quali calunniavano la sua dottrina, ch'ella era vera e santa e divina, lo dimostrò con questo mezzo, perchè ella dava tutta la gloria a Dio. Sospetta vi debbe essere la dottrina d'Anticristo, perchè esalta l'uomo con deprimere Cristo. L'omo non è altro che un empio e velenoso verme, e nella sua salute volle esser compagno di Cristo. Forse che non c'è stato predetto che Anticristo debba venire, e che il suo regno debba succedere all'imperio romano, sì come Paolo scrisse, che sarà uomo di peccato, figliuolo della perdizione, che sederà nel tempio di Dio, e si mostrerà al mondo come s'el fusse Dio? immo per questo si chiama Anticristo, perchè si metterà innanzi a Cristo, e si farà adorare in loco suo, estollendosi sopra Dio, e gli sarà contrario allora abbondando l'iniquità, essa abominazione starà nel loco santo.
«Ditemi, non abbiamo noi viste tutte le predette cose nella tirannide papistica? È stato anco predetto, non solo che l'opere loro saranno di Satana, ma che la dottrina loro sarà di demonj, e essi dicono che non possono errare. Paolo dice che l'uomo animale non intende le cose dello spirito, e loro essendo carnalissimi e impiissimi, non solo presumono di volere giudicare, sindacare e dannare le cose divine e spirituali, immo camminando alla cieca, vogliono che se li creda che non possono errare.
«È stato pur predetto che sarà allora tal tribulazione, che non fu mai la simile, e che sedurranno e inganneranno il mondo infin con segni, miracoli e prodigi mendaci e falsi; talchè, se quelli giorni non fossero abbreviati, ognuno si dannerebbe, infino agli eletti se fosse possibile; ma Dio abbrevierà per loro rispetto. È stato pur predetto e predicato, che la Chiesa debba reformarsi: non vi par forse che ne abbia bisogno non manco nella dottrina che ne' costumi?
«Abbiamo anco incominciato a vedere verificarsi quello che già Paolo predisse, cioè che Cristo ucciderebbe Anticristo, non con le forze umane, ma con lo spirito della sua bocca, cioè con la sua parola, e che distruggerebbe e annichilarebbe il suo regno col mostrarsi in ispirito chiaro e illustre, e dar lume di sè alli suoi eletti. Ditemi, si vede pur che già è incominciato a cadere il suo regno. E che sia il vero, dove è ora quel credito, quella reputazione, maestà, reverenzia, obbedienza, autorità, dominio, tirannide infin nelle coscienze, che i papi con ingannare il mondo, avevano ad un venticinque anni in là? Dov'è quella affluenza di popoli, i quali correvano a Roma dove sono tante loro rendite e entrate? Già il mondo si fa beffe delle loro indulgenze, giubilei, assoluzioni, benedizioni, censure e maledizioni; e se una scintilla sola da un sì poco tempo in qua ha dato tanto lume del vero, che credete faranno ora tante torcie accese? Al mondo non furono forse mai, dagli apostoli in qua, sì chiari spiriti, nè anco sì bene discusse le scritture sacre siccome ora; questa è opera di Dio, il quale vuole sempre onore delle sue imprese.
«Vincerà adunque, però col sangue de' martiri, il qual si sparge di continuo in diverse parti del mondo e si verificherà quello che disse Cristo ch'el suo evangelio sarebbe predicato per tutto il mondo: allora verrà la fine. Non vedete che non adorano già più Anticristo se non certi uomini carnali per interessi proprj, e gente data in reprobamento? E se 'l popolo ebreo non accettando Cristo quando venne in carne, non fu escusato appresso a Dio per dire, come i nostri prelati dicono, che non è il messia ma un seduttore, e ch'essi non possono errare, gli abbiamo a credere? e non dobbiamo volere essere più savj di tutti gli altri? se la nostra sinagoga e chiesa l'ha repudiato, siamo obbligati a fare il simile anco noi? Non saranno anco scusati quelli che ora non accettano Cristo, il quale si mostra in ispirito, nè gli gioverà il dire, sì come molti dicono. Noi vogliamo credere secondo che ci hanno insegnato i nostri parenti, e secondo che abbiamo trovato credere gli altri; la nostra chiesa e i nostri prelati non possono errare; così non vogliamo saperne più di loro. Immo tanto manco saranno escusati, quanto che ora Cristo si mostra con maggior chiarezza, e quanto, che ora sono, in diverse parti del mondo, tante chiese, tanti popoli e nobili spiriti, che hanno ricevuto l'evangelio; e quanto la chiesa d'Anticristo è più corrotta in dottrina e costumi che non fu mai la sinagoga degli Ebrei, è possibile che non vediate la loro falsa religione essere piena d'umane invenzioni, ipocrisie, superstizioni, idolatrie e abominazioni? O quanto saresti felice, e si sarebbe per te se ti purgassi, Siena mia, de tante ridicole farisiache fastidiose, perniziose, stolte e empie frenesie, di quelli che mostrano d'essere li tuoi santi, e sono essa abominazione presso a Dio, e pigliassi la parola di Dio e il suo evangelio nel mode che lo predicò Cristo, gli apostoli e quelli i quali in verità l'hanno imitato! Non vuoi fare qualche dimostrazione verso Cristo, essendo dotata di tanti nobili spiriti? vuoi forse essere l'ultima a conoscere Cristo? Apri, apri ora mai gli occhi al vero, acciò che conoscendo il Figliuolo di Dio per ogni tua giustizia, sapienza, salute e pace, vivendo a Dio sempre felice, gli renda ogni laude, onore, e gloria per Gesù Cristo Signor Nostro. Amen»[42].
Più d'una volta nominammo Caterino Politi senese, fra' più vivi battaglieri di quel tempo, e smaniato di trovare eresie, tanto che denunziò alla facoltà parigina molte proposizioni ereticali nell'opera del cardinale De Vio. Ientacula, hoc est præclarissima plurimarum notabilium sententiarum novi testamenti liberalis expositio. A vicenda, quando si trattò di elegger vescovo il Caterino, Bartolomeo Spina, maestro del sacro palazzo, recò in mezzo cinquanta proposizioni, tolte dalle opere di lui, dandole come ereticali: ma egli se ne difese. Ciò ad indicare come allora fosse divulgata l'accusa di eresie[43].
Pensate se risparmiò l'Ochino. Narrando di sè, dice che dopo il primo libro adversus impia ac valde pestifera M. Lutheri dogmata, tacui multis annis, cum jam scriberent plurimi in hæreticos Germaniæ, donec venerunt qui, suppresso nomine, libellis lutheranam doctrinam continentes, in vulgus sparserunt. Quo tempore fratrem B. Ochinum, impium illum apostatam, dudum Italiæ concionatorem, suis coloribus parvo livello depinxi, ut nosceretur crudelis hypocrita, et simplicium animarum mactator, et libellum composui quem noncupavi Speculum hæreticorum contra Bernardinum Ochinum, primo editum Romæ 1542. Poi nel 1544 stampò in italiano la Riprovazione della dottrina di Bernardino Ochino e d'alcune conclusioni luterane. Egli stesso, il 5 gennajo del 1543, da Roma scriveva alla balía di Siena:
«Magnifico e a me molto onorando magistrato; Essendomi venuta alle mani un'epistola che Bernardino Ochino mandò alle magnificenzie vostre e a tutta la città, la quale ha fatto stampare in Ginevra, e vedendo in quella un perfetto veneno che vi porge per uccidere l'anime vostre, io, mosso da persone religiose e dal zelo della fede, e dall'obbligo che tengo con la mia patria in cose spirituali per la mia professione, ho scritto un breve trattatello contro questa epistola, e contra la sua pestilente dottrina, e hollo diritto a voi e a tutta la città, dedicato all'arcivescovo, acciocchè, se ha Siena un figliuolo secondo la carne che li porge con fallaci blandizie il veneno, non gliene manchi un altro che con salutifere verità lo scopra, e faccila cauta, perchè ne va qui il vero stato della vita eterna. Ricordo a voi quello che si promesse nell'ultima riforma nel primo capitolo, cioè di attendere di conservar la città contra l'eresie. La qual cosa se farete, posso sperare che la misericordia di Dio venga sopra la città, e se non l'osservarete, vi annunzio travagli orribili nel mondo, e di poi la dannazione eterna. E questo mi sia testimonio e scusa dinanzi a Dio, che per me non è mancato di predirvi questa verità. Il Signore ve ne liberi. Degneretevi di far leggere il trattatello con comodità vostra, e di conoscere il vero, che sarà facile a chi non si vorrà accecare lui stesso.