L. E che non succede se Dio lo voglia?
P. Ben la pensi: perocchè Paolo dice: Chi resiste alla volontà di lui?
L. Ma ancor non comprendo a che mirassi.
P. Or lo saprai. Al domani sulle venti ore torna a me quel giovane, e mi domanda come va. — Non malaccio, rispondo, se tu mi permettessi di cambiar la gamba serrata con quest'altra, e riposarla a vicenda. Egli assente.
L. Oh bella! davvero me la godo. Ma poi, chiuse le tante porte, con tante guardie, per lunghi e ignoti corridoj, come cavartela?
P. O Lucio, le vie di Dio son molte. Non dicevi or ora che nulla succede che Dio non voglia? S'abbuja. Recasi la cena. Io, benchè fra speranza e timore, per non dar sospetto mangiucchiai. Si va a dormire. Resto solo. In prima da una porta all'altra vado a taciti passi, m'accosto, mi fermo, tengo il fiato, tendo l'orecchio per udire se dormissero, se alcuno parlasse o si movesse. Come accertai che tutto era queto, levo la gamba finta, rimetto la camicia, e m'accingo a partire, ma prima imploro il Signore brevemente.
L. Da buon cristiano. Poichè il Signore in san Matteo avvertì a non pregar lungo, e il dottor delle genti esecrò la βαττολογιαν. Hai fatto un voto, come si suole ne' pericoli?
P. Certo sì, e il maggiore e più santo de' voti.
L. Forse di religione.
P. Di che religione parli?