[77.] Nota del 28 settembre 1592 negli Archivj di Venezia. Alcuni Documenti tratti dall'Archivio veneto intorno al Bruno furono pubblicati dal Fulin a Venezia il 1864 in occasione di nozze.
[78.] Bayle, Dictionnaire in Bruno e Spinosa.
È difficile accumular tante inesattezze quante in queste linee di Voltaire, su J. Rabelais: Les Italiens alors ressemblaient aux anciens Romains, qui se mouquaient impunément de leurs dieux, mais qui ne troublèrent jamais le culte reçu. Il n'y eut que G. Bruno, qui ayant bravé l'inquisiteur à Vénise, et s'étant fait un ennemi irréconciliable d'un homme si puissant et si dangéreux, fut recherché pour son livre Della bestia trionfante; on le fit périr par le supplice du feu, supplice inventé parmi les Chrétiens contre les héretiques. Ce livre est pis qu'hérétique: l'auteur n'admet que la loi des patriarches, la loi naturelle; il fut composé et imprimé à Londre chez le lord Philippe Sidney, l'un des plus grands hommes d'Angleterre, favori de la reine Elisabeth.
Il Giannone, copiando al solito il Capasso e il Parrino, e al solito triviale, scrive nel libro XXXIV, c. 8: «Discreditarono l'onorata impresa (d'innovar la filosofia) due frati domenicani, li quali, non tenendo nè legge nè misura, oltrepassando le giuste mete (!), siccome maggiormente accreditarono gli errori delle scuole, così posero in discredito coloro che volevano allontanarsene, ecc.».
E il Botta, lib. XV: «Non fermerommi a parlare del Bruno, perchè, avendo insegnato che i soli Ebrei erano discendenti di Adamo, che Mosè era un impostore ed un mago, che le sacre scritture sentivano del favoloso, ed altre bestemmie ancora peggiori di queste, fu arso a Roma al modo di Roma; rimedio abominevole contro opinioni pazze».
[79.] Πειρᾶσθαι τὸ ἐν ἡμῖν θεῖον ἀνάγνειν πρὸς τὸ ἐν τῳ παντὶ αθειον. Porfirio, Vita Plotini.
[80.] Quali il Quadrio e Hayn, oltre il Bayle che dubita di tutto, e che conchiude: il n'y a pas loin de l'incertitude à la fausseté dans des faits de cette nature.
La lettera dello Scioppio fu stampata nel 1621, venti anni dopo il fatto che narra, ma ventinove prima della morte di esso Scioppio, che non la smentì. Alcuni moderni vollero negare fosse dello Scioppio, ma Cristiano Bartholmess non esita a considerarla autentica, come non esitò Vittore Cousin, recandone i passi principali nei Fragmens de philosophie cartesienne. Fu ristampata nel 1705 a Jena da Struve, Act. liter. T. I, fasc. V p. 64-74, assai lunga, e noi ne caviamo solo quanto concerne il Bruno.
Corrado Rittershusio suo Gaspar Schoppius Fr. S.
«Quas ad nuperam tuam expostulatoriam epistolam rescripsi, non jam dubito quin tibi sint redditæ, quibus me tibi de vulgato responso meo satis purgatum confido. Ut vero nunc etiam scriberem, hodierna ipsa dies me instigat, qua Jordanus Brunus propter hæresim vivas publice in Campo Floræ ante theatrum Pompeji est combustus. Existimo enim et hoc ad extremam impressæ epistolæ meæ partem, qua de hæreticorum pœna egi, pertinere. Si enim nunc Romæ esses, ex perisque Italis audires lutheranum esse combustum, et ita non mediocriter in opinione tua de sevitia nostra confirmaveris.