Du Saint-Père en vain très-content.
Le chevalier de Sillery
En parlant de ce pape-cy
Souhaitait pour la paix publique
Qu'il se fast rendu catholique.
La Fontaine, Œuvres postumes, p. 171.
[347.] Opere del Galilei, vol. I, p. 231.
[348.] «Il vero ideale, intuitivo e rivelato, è di sua natura assiomatico, e si riduce a corpo di scienza, deducendo e non inducendo, sintetizzando e non analizzando, e procedendo in somma per modo affatto diverso dalle scienze naturali e dalla filosofia secondaria: l'analisi può solo venire appresso, e se vuol precedere, non può giovare altrimenti che a guisa di semplice apparecchio. La sintesi primitiva costituisce in religione la fede cattolica, e in filosofia la fede razionale verso l'Idea: ella è la cognizione del vero, contemplato nelle analogie o in se stesso, per mezzo del verbo jeratico. Quando l'animo del fanciullo cattolico, formato e disposto dalla doppia instituzione del catechismo e della Grazia, della Chiesa e di Dio, giunge a quel grado di cognizione che gli permette di dire sentitamente e con pieno arbitrio, Io so e credo; egli acquista la doppia fede dell'uomo e del cristiano. La sufficiente notizia del vero intelligibile e sovrintelligibile, ch'egli ha ricevuta dalla parola educatrice, rende intima la sua persuasione e l'ossequio ragionevole. Avendo apprese dal magistero ecclesiastico le verità razionali e i dogmi arcani della religione, egli ammette quelle in virtù della propria evidenza, e guidato dalla luce che diffondono, crede all'autorità della favella rivelatrice che l'esprime e l'accompagna, crede ai misteri incomprensibili per la guarentigia autorevole degl'insegnatori. Così, l'uomo, che per la grazia del primo rito era già abitualmente cristiano, riesce tale in atto, piglia libero possesso dell'Idea perfetta, ed entra con essa alla cittadinanza spirituale conferitagli nel celeste regno. Niuno può determinare l'istante preciso e il modo speciale di questa operazione in ciascun individuo; giacchè la verità assoluta e moltiforme del cristianesimo può influire nello spirito per mille diverse guise; e l'impressione divina che accompagna ed accresce l'efficacia di quella, può ottemprarsi in varj modi all'indole speciale del fanciullo e alle condizioni in cui è collocato. Ma ciò che è manifesto si è che la fede cristiana e la fede razionale nel fanciullo bene instituito non vengono mai precedute dall'analisi, dal dubbio, dall'esame, e che il metodo cartesiano e protestante ripugna del pari alla religione e alla natura. Nei due casi si annulla la fede collo scetticismo, a fine di poterla rifare coll'esame: si rinunzia al possesso di un dono così prezioso ricevuto dall'educazione, o s'incorre nel grave rischio di non poterlo ricoverare, come colui che trovandosi aver fra mano un gran tesoro necessario alla sua vita, eleggesse di scagliarlo in mare per avere il diletto di ripescarlo, faticando e nuotando con pericolo di annegarsi. E veramente la fede, che è l'innocenza dello spirito, è come quella dei costumi assai più facile a conservare, purchè si adoperi la debita vigilanza, che a racquistare, quando si è perduta. La fede è la vita delle anime, le quali, a guisa dei corpi, non posson destarsi dal sonno mortale, o risorgere senza miracolo». Gioberti, Introduzione allo studio della filosofia.
[349.] Nel Catechismo stampato a Basilea il 1561, si legge:
Ministro. Sebben l'esser nostro è infinitamente lontano dall'esser di Dio, non può darsi che l'uomo non sia. Anzi è cosa sì chiara, che più nota non può trovarsi, e mostra d'esser in tutto privo di giudizio chi non crede essere. Però ti prego, illuminato mio, che tu mi dica s'egli ti par essere o no.