Addusse anche altre ragioni per le quali furono rilasciati, solo con lieve penitenza. E il Contarin conchiude: "Questa inquisizione in questi regni (di Spagna) è una cosa terribilissima, né il re medesimo ha potestà sopra lei, et per li cristiani nuovi una cosa che a noi pare minima a costoro pare grande. È stato etiam dito che hanno venduto libri de Luterio, ma io nol credo".

(8) V. Missaglia, Vita del Medeghino, p. 52 e G. Batta Giovio, lettere lariane, XI.

(9) Nel poema dell'Arsilli sui poeti del suo tempo è nominato come uomo che a cercar libri aveva girato tutta Europa. Il Bossi nelle incondite giunte alla vita di Leone X del Roscoe, v 10, p. 94, non sapendo chi costui si fosse, propose di cambiarlo in Fausto Sabeo di Brescia. La famiglia Calvi fu chiara in Menaggio, e n'è il sepolcro nella chiesa maggiore.

(10) Ap. Hottinger, Hist. Eccl. sec. XVI, T. II, p. 611.

(11) Anche oggi in Valtellina e nei Grigioni un protestante si nomina un Luter; forse dunque il predicatore di colà non fu che uno dei seguaci di frà Martino.

(12) Olimpia Maratti, una di quei profughi, scriveva da Idelberga Ferrarie crudeliter in christianos animadverti intellexi, nec infimis parci, alios vinciri, alios pelli, alios fuga cibi consulere.

(13) Castagneto fu riformato da Girolamo Zerlino siciliano al qual poi
successero Agostino veneziano un G. B. vicentino; Girolamo Terriano di
Cremona fu il primo pastore di Bondo, ove il seguirono altri italiani.
Da Pietro Parisotti di Bergamo fu riformato Bevers; Siglio da Giovanni
Francesco, e da Antonio Cortese di Brescia; a Pontresina fu ministro
Bartolomeo Silvio di Cremona; a Casaccia Leonardo Eremita ed altri.
Evandro riformò Vettan e gli successe Francesco calabrese. Vedi sempre
De Porta.

(14) Alla biblioteca nazionale di Parigi, 8097, 3 son manoscritte varie lettere che Celso Martinengo bergamasco apostata, da Ginevra, scriveva ad Angelo Castiglioni, carmelitano di Genova, dopo il 1558 e le risposte di questo, più acri che persuasive.

(15) A Ginevra era una chiesa riformata italiana, ove fu ministro Nicola Balbani, scrittore della vita di Galeazzo Caracciolo marchese di Vico, dalla quale si hanno importanti notizie sulla riforma nel regno di Napoli. Quivi, e singolarmente a Caserta, predicò le dottrine di Zuinglio e di Melantone l'agostiniano Lorenzo Romano di Sicilia. Nelle Calabrie furono in un dì solo scannati ottantotto per eretici. Il manigoldo, ammazzato uno, si poneva il coltello in bocca, mentre avvolgeva un velo al capo dell'altro che doveva scannare. Contano da seicento uccisi in quel tempo. Si faccia la debita deduzione ai martirii raccontati da chi si gloria martire.

(16) Molti lucchesi furono tenuti eretici, dopo che Pietro Martire Vermigli fu priore degli Agostiniani: e così altri assai toscani dei quali i più nominati sono: Matteo Palmieri, I'andolfo Ricasoh canonico, Jacopo Fantoni, e il famoso Gamesecchi, il quale a Viterbo si era trovato col vescovo di Bergamo Soranzo, con Apollonia Merenda, Luigi Priuli, Pier Paolo Vergerio, Lattanzio Ragnoni di Siena, Baldassarre Alfieri, coi fiorentini Antonio Brucioli e Francesco Pucci Mino Censo sanese, e vari Lucchesi, tutti tinti d'una pece. Il Camesecchi finì bruciato.