[30.] Delle monete del Medeghino stampò alcune il Bellatti, Dissertazione sopra varie antiche monete, Milano 1775. Il Carli, Zecche d'Italia, ne pubblicò una di rame piccola, con da un lato la testa e l'iscrizione JO. JA. DE MEDICIS. M. MUSI, ✠, dall'altra il Lario che regge una nave. Un'altra più grande da un lato ha l'arma dell'aquila con una palla e intorno il nome: nel rovescio una croce, e in giro Marchio Musso Co. Leuci. Una d'argento ha la barca a vela col Sol nascente, e Salva Domine Vigilantes. Un'altra il Medici a cavallo e il nome, e nel rovescio l'arme coll'elmo crestato e Marchio Mussi Co. Leuci. Nella grida del conte di Lautrech sono nominate le monete di Musso, cioè i testoni da soldi 16-1/2: i grossi da s. 5-1/2. Le monete di Lecco furono stampate dall'Argelati, De monetis Italiæ, appendix ad par. III, pag. 74. Quando, per mezzo del Caravacca saputa la parola militare, sorprese a Lecco il Gonzaga, fe' coniare una medaglia di rame argentato, ov'è FF., e dall'altra JO. JA. M. M. LE. OB. 1531; cioè fides fractaJo. Jacobus Medici Marchio Leuci Obsidio. Un'altra ha le stesse parole e un'aquiletta sopra una palla, e a fianco un'X, e nel rovescio una croce, su' cui quattro angoli le lettere IN TE.

[31.] Sigismondi Boldoni, epistola 29.

[32.] L'originale convenzione fu pubblicata da G. Molini nei Documenti di storia italiana. Firenze 1837.

[33.] Recentissimamente fu ridotta a delizioso giardino dei signori Manzi.

[34.] Marcantonio Missaglia scrisse la Vita di Giangiacomo Medici marchese di Marignano valorosissimo et invittissimo capitano generale, ecc. (Milano, Locarni e Bordoni, 1605), sopra memorie lasciategli da suo padre, segretario di Francesco II Sforza. Ericio Puteano nella sua Historia cisalpina vuol mostrarci in esso un eroe; a quella va aggiunto un libro di Galeazzo Capella, De bello mussiano. Vedi pure lo Sprecher, lib. IV, il Quadrio, Diss. 7 § 3, Rebuschini, Benedetto Giovio. Una storia scritta da Gabriello Chiàbrera fu edita a Genova, nel 1836.

[35.] Allora entravano; ora sono già scaduti. Questo e il precedente racconto son tolti dalla Storia della diocesi di Como, di C. Cantù, del 1829, viva cresceva la sollevazione della Grecia.

[36.] Nella Storia Universale, Libro XV; Scienze occulte.

[37.] Vedi Reposati, Vita di S. Ubaldo, Loreto 1760.

[38.] Poichè ne' grandi movimenti riproduconsi le stesse scene, qualcosa di simile avvenne nell'assemblea legislativa di Francia il 7 luglio 1792. Era nel più forte delle accuse de' Girondini contro i Giacobini, rimbalzandosi gli uni agli altri l'accusa di tradir la patria; quando Lamourette, vescovo costituzionale di Lione, si alza, e mostra che unica causa de' mali è la scissura tra i rappresentanti della nazione. — Oh! celui qui réussirait à vous reunir, celui-là serait le véritable vainqueur de l'Autriche et de Coblentz. On dit tous les jours que votre reunion est impossible au point ou sont les choses... Ah! j'en frémis! mai c'est là une injure. Il n'y a d'irreconciliables que le crime et la vertu. Les gens de bien disputent vivement, parce qu'ils ont la convinction sincère de leurs opinions, mais ils ne sauraient se haïr. Messieurs, le salut public est dans vos mains; que tardez-vous de l'opérer?... Jurons de n'avoir qu'un seul sentiment; jurons-nous fraternité éternelle! que l'ennemi sache que, ce que nous voulons, nous le voulons tous, et la patrie est sauvée!»

Un applauso, uno slancio universale seconda queste parole; i più fieri nemici son nelle braccia uno dell'altro; non più dritta o sinistra, montagna o pianura. — Un mese dopo succedeano gli assassinj del 10 agosto!