Del cuor di Federico, e che le volsi
Serrando e disserrando sì soavi,
Che dal segreto suo quasi ogni uom tolsi;
Fede portai al glorioso uffizio,
Tanto ch’i’ ne perdei le vene e i polsi.
. . . . . . . . . . . . . . . . .
Vi giuro che giammai non ruppi fede
Al mio signor, che fu d’onor sì degno.
Inf., XIII.
Le cronache raccontano che Pier delle Vigne avea bella donna, ed era geloso dell’imperatore, che però mai non v’ebbe a fare. Ma una mattina, andato a casa di Pietro, questi era già uscito, e la sua donna dormiva colle braccia scoperte. L’imperatore la coprì, e andò via; ma o a posta o in fallo vi lasciò un guanto. Pietro tornato e vistolo, se ne coceva ma dissimulava; finchè una volta, trovandosi solo coll’imperatore e colla moglie, volle rinfacciare il fallo con questi versi: