Sim licet agrestis, tenuique propagine natus,
Non vacat omnimoda nobilitate genus.
Non præsigne genus, nec clarum nomen avorum,
Sed probitas vera nobilitate viget.
[144]. Il padre Spotorno lo difende mostrando che i passi insulsi vi furono interpolati.
[145]. «Questa presente opera è stata impressa per Antonio de Alexandria della Paglia, Bartholomeo de Fossombrono de la Marcha, et marchesino di Salvioni milanese, nella inclita città, di Venexia, negli anni del incarnatione MCCCCLXXXI». A correzione del Crescimbeni e del Tiraboschi vedi Il Maurolico, giornale di Messina, nel novembre 1833.
Seu cantare juvat, seu ter pede læta ferire
Carmina...
Calpurnio, Ecl. IV.