Defluxit numerus saturnius, et grave virus

Munditiæ pepulere; sed in longum tamen ævum

Manserunt, hodieque manent vestigia ruris.

Ep. I. lib. 2.

[148]. Ovidio amava cominciare col dattilo, Virgilio collo spondeo; Claudiano gli alterna, e per lo più il primo piede è dattilo, spondeo il quarto. La cesura nel secolo d’oro trovasi dopo il secondo piede; Claudiano la mette dopo il primo e dopo il terzo. Al tempo della decadenza si volle sempre terminato il verso con un bisillabo.

[149]. San Paolino d’Aquileja prega il lettore a perdonargli cum aut per incuriam brevem pro longa, aut longam pro brevi trovasse; e Fortunato di Valdobbiadene:

Posthabui leges, ferulas et munia metri;

Non puto grande scelus, si syllaba longa brevisque

Altera in alterius dubia statione locetur.

[150]. Ne occorrono in questo volume frequenti esempj. — Nel Fabretti leggiamo quest’epitafio: