Non credo potermi valere d’altri poeti derivati dalle disputate carte d’Arborea.
[160]. È manoscritto; e vedasi Maffei, Verona illustrata, par. II. lib. 2.
[161]. Vulg. eloq., I. 13; Purg., XXIV.
[162]. L’edizione del 1474 è citata dal Mehus, Vita Ambrosii camaldolensis, pag. 156. L’orrido guazzabuglio del Patafio che gli si attribuisce, è almeno d’un secolo posteriore, come provò il Dal Furia.
[163]. Convivio — De vulgari eloquio — Purg., XXVI; e l’Epistola al signor Federigo, comunemente ascritta al Poliziano, ma da Apostolo Zeno con buone ragioni attribuita a Lorenzo de’ Medici.
In un boschetto trovai pastorella
Più che la stella bella, al mio parere;
Capegli avea biondetti e ricciutelli,
E gli occhi pien d’amor, cera rosata;