Che ci conduca al suo regno felice.

E il libro chiudesi con queste parole: — Finita la storia de la inventione delle nuove isole di Canaria indiane, tracta da una pistola di Christofano Colombo, et per messer Giuliano Dati tradocta di latino in versi vulgari a laude della celestiale Corte et a consolatione della christiana religione, et a preghiera del magnifico cavaliere messer Giovan Filippo di Lignamine, familiare dello illustrissimo re di Spagna christianissimo. A dì XXVI d’ottobre 1495, Florentiæ». Quali sono peggiori, i versi o la prosa? Certo nè gli uni nè l’altra invogliano a dissotterrare quel libro.

Vedansi gli Studj bibliografici e biografici sulla Storia della geografia in Italia, pubblicati in occasione del Congresso Geografico di Parigi. Roma 1875.

[345]. Melchiorre Gioja vede nelle imposte «una forza di crescente proporzione, la quale non trova limite se non nella resistenza de’ popoli, e nel cuor de’ principi saggi». Nuovo prospetto delle scienze economiche, pag. 230.

[346]. Nel concilio Lateranese iv, sotto Innocenzo III, è sancito che l’indagine si faccia per trovar la verità, coram ecclesiæ senioribus; e si soggiunge: Debet esse præsens is, contra quem facienda est inquisitio, nisi se per contumaciam absentaverit; et exponenda sunt ei illa capitula, de quibus fuerit inquirendum, ut facultatem habeat defendendi seipsum; et non solum dicta, sed etiam nomina ipsa testium sunt ei publicanda, ut quid et a quo sit dictum appareat; nec non exceptiones et replicationes legitime admittendæ, ne per suppressionem nominum infamandi, per exceptionum vero exclusionem deponendi falsum audacia præbeatur.

[347]. Credesi che Pier Lombardo, per sollecitazione dei vescovi, sostenesse in Francia le ragioni de’ villani a segno da ottenere che anch’essi potessero portare lunghi i capelli, distintivo sin allora dei nobili, cioè della razza conquistatrice. Perciò la memoria di lui era celebrata annualmente dall’Università di Parigi.

[348]. Giovanni XXII avea pubblicato una bolla, ove diceva: — Per l’autorità conferitaci dall’eterno Padre e dai santi apostoli Pietro e Paolo, dopo matura riflessione, e udito il consiglio dei nostri venerabili fratelli, di piena nostra podestà separiamo l’Italia dall’Impero: riserbando a noi stessi di provvedere pel governo di essa; e facciamo ampio divieto d’entrarvi». Provinciam Italiæ ab eodem imperio et regno Alemanniæ totaliter eximentes; ipsam a subjectione communitatum et jurisdictionum eorumdem regni et imperii separamus. Il Baluzio, Vitæ Pap. Avenion., i col. 704, la dà come falsa, ma come genuina la considera Olenschlaeger, Staatsgeschichte des römischen Kaiserthumes, p. 249.

[349]. Allude al principato di Monaco. Tutto ciò fu scritto avanti le annessioni del 1860.

[350]. Touqueville (De la démocratie, II. 117) dice che la parola patrie non si trova in nessun Francese prima del secolo XVI.

Nota del Trascrittore