Per la descrizione dei luoghi e la rappresentazione:

Nardini, Roma vetus.

Piranesi, Antichità di Roma.

Rossini, I sette colli di Roma antica e moderna.

Venuti, Descrizione topografica delle antichità di Roma, edita da Ennio Quirino Visconti, i lavori del quale sono una miniera d’altre notizie.

Valladier, Raccolta delle più insigni fabbriche di Roma antica e sue adjacenze, con illustrazioni di F. A. Visconti.

Desgodets, Les édifices antiques de Rome, con buoni disegni.

Platner, Bunsen, Gerard e altri Tedeschi, Beschreibung der Stadt Rom.

Vi è premesso un catalogo di tutte le descrizioni di Roma, cominciando dal Curiosum urbis Romæ. La parte topografica fu confutata da G. W. Becker nel Manuale delle antichità romane, Lipsia 1843. Vedansi pure Piale, Dissertazioni accademiche XXIV, sopra la topografia di Roma, 1832-34, e Riva, Dell’antico sito di Roma; Pietro Rosa, Topografia della città e campagna di Roma, 1857, nella proporzione di 1 a 200,000.

Illustrazione alle antichità e ai dintorni di Roma portarono Carlo Fea (Sul ristabilimento della via Appia, 1835), Antonio Nibby (Viaggio antiquario nei contorni di Roma, 1819. Analisi della carta dei contorni di Roma, 1837), il Poletti, Pier Ercole Visconti (La via Appia, 1832) e Luigi Canina. Quest’ultimo nel 1839 stampava a Roma il volume V della Storia e topografia della Campagna romana antica, ove nel discorso preliminare dà ampia informazione di quelli che espressamente o indirettamente trattarono dell’argomento stesso. Il suo concetto sulla credibilità de’ primi storici così esprime: — È vero che i fondamenti su cui si basano le narrazioni storiche de’ primi tempi d’Italia, sono poco stabili; ma allorchè non se ne trovano dei migliori per quanto profondamente si scavi, reputo essere più prudente attenersi a quei che ci prestano gli strati più sicuri, che di fabbricarne superficialmente degli artifiziali. Quindi sono di parere che sieno più nocivi che utili alla maggior cognizione delle cose antiche gli scritti di coloro che, nulla apprezzando l’autorità de’ prischi documenti, cercano di distruggere un edifizio basato sulle più profonde radici, senza saper edificare niente di buono».