112. Gens Vinicia.
113. Gens Vipsania fu illustrata da Marco Vipsanio Agrippa, amico d’Augusto. Vipsania, sua figlia, moglie repudiata di Tiberio, morì naturalmente: ma gli altri cinque figli, avuti da Giulia d’Augusto, perirono per opera di Livia.
114. Gens Vitellia, proveniente da un liberto calzolajo. Lucio Vitellio censore e tre volte console, fu adorator di Caligola, e adulatore di Messalina, della quale portava come reliquie una pantofola. L’imperatore e il fratello furono uccisi: sua figlia andò sposa a Vespasiano.
115. Gens Voconia. Suoi rami Saxa, Naso, Vituli.
116. Gens Volcatia.
117. Gens Volumnia. Flamma Violens fu console nel 447 e 458.
118. Gens Volusia antica, ma sotto la repubblica non era giunta che alla pretura, e sfuggì alla gelosia degli imperatori. Lucio Volusio, morto l’anno 20 dopo Cristo, fu il primo che fosse console; e acquistate grandi ricchezze, assicurò il credito di sua famiglia. Un altro Lucio Volusio morì nel 57 nonagenario, avendo traversato il regno di tanti Cesari senza nimicarsene alcuno, benchè ricco.
Sarebbe pure ad annoverare la gente Annia spagnuola, da cui i due Seneca, Marco filosofo, Lucio maestro di Nerone, Anneo Mella suo fratello e padre di Lucano. Marco Annio Novato, per adozione chiamato Giunio Gallione, ebbe a fare con san Paolo.
Nei tempi successivi è viepiù difficile seguir le traccie delle famiglie, prima per la scarsezza di documenti, poi per la confusione dei nomi, applicandosi questi pochi a troppe famiglie diverse; poi per le adozioni, che i membri dell’una trasferivano in un’altra. Aggiungasi la facilità con cui sotto gl’imperatori cangiavansi i cognomi: la quale è pure indizio del deperimento delle schiatte primitive, desiderato e sollecitato dagli imperatori, accelerato dalla scostumatezza, che disperdeva i patrimonj, conculcava la dignità, e impediva o sciupava la generazione.
Su questo proposito possono consultarsi