Il Tasso in prigione era trattato decentemente, poteva passeggiare, ricevea visite di personaggi, fra cui il duca di Mantova: denaro dal duca di Guastalla: doni di libri e manoscritti, come le edizioni di Aldo; leggeva la Somma di san Tommaso e le Storie del Bembo; l’incisore Francesco Terzi lo consultava sui suoi lavori: Giulio Segni gli dedicava i suoi versi: il padre Angelo Grillo veniva a tenergli compagnia; colà stesso voleva esser vestito de’ più bei velluti di Genova e con berretti ricamati.
Vol. XI, pag. 446, alla nota 13 aggiungi:
La regina Cristina ebbe carissimo il cardinale Azzolino di Fermo, che chiamava «il massimo, non meno di tutti i cardinali che di tutti gli uomini», e lo reputava inferiore soltanto all’Oxenstiern.
Pag. 500 in fine:
Pier Giovanni Capriata. I 3 volumi della sua Storia d’Italia pubblicaronsi a Genova il 1638, 1649, 1663, il terzo postumo.
Favorevole agli Spagnuoli, contrario al duca di Savoja Carlo Emanuele, tacciandolo non solo di astuzia e falsa politica, ma di viltà.
Eppure trescò nella sozza congiura del Vachero: la Signoria veneta cercò farlo ammazzare per averne palesato la vergognosa rotta a Valleggio; la Corte romana mosse doglianze dell’averlo lasciato stampare.
Pag. 501:
In un articolo del Giornale Ligustico, 1877 genn. febbr., mi si avverte che il Casoni avea compito anche la seconda sua storia.
Pag. 503, lin. 24, aggiungi: